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Biei, Hokkaido

Le colline di Biei I larici sulla cresta si tingono tutti di giallo per un periodo che va da 1 settimana a 10 giorni l’anno

Salgo, scendo e, arrivata in cima, alleggerisco un po’ il piede sull’acceleratore: all’improvviso, davanti a me si apre il campo sulla collina successiva. È per vivere proprio quell’istante che, ogni volta che prendo il traghetto per Hokkaido, punto il volante verso le colline di Biei. In primavera restano strisce di neve, d’estate il grano brilla al tramonto, d’autunno i larici si tingono di giallo: le colline hanno sempre la stessa forma, ma i paesaggi che ricordo sono tutti diversi. E davanti ai larici autunnali ho combinato un pasticcio di cui non è facilissimo parlare.

La forma morbida delle colline resta uguale tutto l’anno, ma i colori che le ricoprono cambiano del tutto con le stagioni.

Una donna accanto a un cabriolet rosso parcheggiato in uno stallo segnato da linee bianche nel parcheggio di un parco panoramico sulla collina; sorride mentre trattiene il cappello di paglia scompigliato dal vento. Oltre la staccionata, campi dorati di grano e appezzamenti verdi si susseguono a fasce tra le colline di Biei.

EstateLuglio

Cappello di paglia e reste di grano che brillano al tramonto

Nel momento in cui sono scesa dall’auto, il vento ha sollevato il cappello di paglia. Mi sono precipitata ad afferrarlo e subito dopo si è alzato anche l’orlo del vestito. Nel tentativo di trattenere entrambi, la crema solare che avevo in mano è rotolata ai miei piedi. L’ho raccolta e, rialzando lo sguardo, ho visto il grano oltre la staccionata ondeggiare tutto insieme, nello stesso vento. Nel panico c’ero solo io. Con una mano sul cappello, sono scoppiata a ridere.

La prima volta che sono andata in Hokkaido ho preso il traghetto con il cabriolet. Sono passata da Biei proprio quando il grano comincia a maturare. Con la capote abbassata, sulle strade tra le colline, l’odore dei campi prossimi alla mietitura mi arrivava insieme al profumo dell’aria scaldata dal sole. Collina dopo collina, e ancora campi di grano e di patate. Sarebbe stato un peccato tenere la capote chiusa in una giornata così, così ho deciso di lasciarla aperta tutto il giorno.

Il pasticcio del cappello era successo nel parcheggio del Parco panoramico di Shinei no Oka. Una volta calmata, mi sono fermata davanti alla staccionata e ho seguito con lo sguardo il bordo del campo più vicino; ma dietro la collina ne cominciava subito un altro, e non riuscivo a capire dove finissero. Era molto più vasto di quanto immaginassi. Ogni raffica piegava all’unisono le spighe, come un’onda che attraversa le colline.

Qui chiamano Haruko il grano seminato in primavera e Akiko quello seminato in autunno. Appena l’ho scoperto, quei nomi così simili a nomi di persona mi hanno fatto sentire il campo davanti a me quasi familiare. Volevo capire se quel campo fosse Haruko o Akiko e ho confrontato la forma delle spighe da dietro la staccionata, ma ai miei occhi sembravano tutte uguali. Alla fine non mi restava che salutare a bassa voce il campo, senza sapere se fosse Haruko o Akiko.

Pare che ci sia un momento in cui le lunghe reste del grano, illuminate dal sole al tramonto, fanno brillare l’intero campo. Ho deciso che non me ne sarei andata prima di vederlo. Non avevo appuntamenti con nessuno eppure poter restare nello stesso posto fino a sera mi sembrava un lusso. Mi sono rimessa la crema solare e ho aspettato appoggiata alla portiera, mentre il vento della collina mi passava sul collo sudato. Quando il sole ha cominciato a illuminare le spighe, mi sono raddrizzata. A ogni refolo brillavano le punte e la luce correva in onde fino all’altro lato del campo. Sono contenta di aver aspettato. Il parco chiude al tramonto; dopo aver visto la luce affievolirsi, sono ripartita con calma.

La seconda estate sono arrivata con la moto blu e bianca. Ho preso il traghetto da Oarai con la moto a bordo e da Tomakomai sono andata dritta a Biei. In moto il vento è più vicino che in auto e l’odore del grano arrivava fin dentro il casco. Nel parcheggio di Shinei no Oka, lo stesso dell’altra estate, ho parcheggiato la moto dentro le linee bianche e ho appoggiato il casco sul sellino. Alzando una mano per ripararmi gli occhi, ho guardato il campo: le spighe ondeggiavano tutte insieme nel vento, proprio come quel giorno.

Sulla via del ritorno mi sono fermata all’area di sosta Michi-no-Eki Oka-no-Kura, vicino alla stazione. Non riuscivo a scegliere tra crocchette e gelato soft, entrambi preparati con ingredienti di Biei, così alla fine li ho presi tutti e due. Davanti al magazzino in pietra ho addentato la crocchetta appena fritta: la panatura era croccante, le patate morbide e farinose. Subito dopo ho assaggiato il gelato freddo. Passavo dal caldo al freddo, con le mani occupate, e mi sono ritrovata a riflettere serissima su quale dei due sarebbe stato il prossimo da mordere. Magari i problemi in viaggio fossero sempre solo di questo tipo.

Una donna ha parcheggiato una moto blu e bianca in uno stallo segnato da linee bianche nel parcheggio di un parco panoramico sulla collina. Con il casco appoggiato sul sellino, si ripara gli occhi con una mano e guarda il campo di grano oltre la staccionata. Indossa un top bianco con spalline sottili e una minigonna lilla.
Una donna accanto a una moto blu e bianca, con il casco appoggiato sul sellino, davanti a un magazzino di pietra. Tiene un gelato in una mano e una crocchetta nell’altra, e addenta quest’ultima a occhi chiusi.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Le colline di Biei di notte

In una notte di luglio, un cabriolet rosso con i fari accesi percorre verso di noi la strada dritta che attraversa i campi sulle colline. Ai lati della strada ci sono campi di grano e di patate; in lontananza si intravedono le montagne e sopra di loro la Via Lattea.
In una notte di luglio, stavo percorrendo una strada dritta tra i campi di grano quando la Via Lattea attraversava tutto il cielo sopra le colline. D’istinto ho rallentato, solo un po’ più del solito.

Immagini di questo luogo11 imm.

  • Biei, Hokkaido · Primavera

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  • Biei, Hokkaido · Estate

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  • Biei, Hokkaido · Autunno

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  • Biei, Hokkaido · Inverno

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  • Biei, Hokkaido · Le colline di Biei di notte (Estate)

Specialità locali

Curry udon di Biei

Al Family Restaurant Daimaru, segnalato dall’Associazione turistica di Biei, può assaggiare il curry udon di Biei, servito con latte di Biei, oppure la versione con noodles alla piastra. Gli udon del ristorante sono preparati con Kōmugi, una miscela di grani di Biei delle varietà Kitahonami e Haruyokoi. Il latte di Biei servito insieme al piatto aiuta a rinfrescare con delicatezza la bocca dopo il curry.

Asparagi di Biei

Gli asparagi di Biei sono una delle specialità più rappresentative del comune. Se visita Biei tra la primavera e l’inizio dell’estate, può anche organizzare il pranzo partendo dagli asparagi.

Gelato soft al latte di Biei

Non so resistere ai gelati soft locali; a Biei, poi, non potevo certo passare oltre senza fermarmi. Preparato con il latte del posto, è perfetto per una pausa tra una collina e l’altra. Ogni luogo ha un gelato dal gusto o dal colore diverso, e mi viene spontaneo volerli confrontare.

Cosa vedere

Colline ondulate, modellate da un vulcano

La cenere vulcanica e le colate di fango e detriti depositate da grandi eruzioni sono state erose dai fiumi nel corso di molti anni, dando forma all’attuale paesaggio di colline ondulate. I pionieri dissodarono queste colline, un tempo ricoperte da fitte foreste; i primi coloni si insediarono qui nel 1894. Anche le salite che affrontavo dosando l’acceleratore con tanto piacere un tempo attraversavano una foresta. Da quando l’ho scoperto, ogni volta che percorro una salita mi soffermo con lo sguardo sui filari frangivento rimasti ai margini dei campi.

Un mosaico che cambia ogni anno

Il grano, le patate, le barbabietole da zucchero e i legumi vengono alternati nei campi con la rotazione delle colture; per questo la posizione dei campi di grano cambia di anno in anno. A Biei la rotazione è iniziata nel 1983 e il grano è la coltura che occupa la superficie maggiore. Forse non rivedrà lo stesso paesaggio dell’anno scorso, ma ogni anno la aspetta un mosaico diverso di colline.

Le colline rese celebri dalla fotografia

Takushinkan, lungo la Panorama Road, è una galleria fotografica dedicata a Shinzō Maeda, uno dei principali fotografi paesaggisti giapponesi. Ha aperto nel luglio 1987 e, a quanto pare, l’edificio sorge sul sito dell’ex scuola elementare di Chiyoda. Ho sentito dire che Maeda visitò Biei per la prima volta nel 1971 e che le sue fotografie resero note le colline a un pubblico più ampio. Per me, che in autunno avevo dimenticato la scheda di memoria, è un racconto che brucia un po’.

Dati sulle strade

Come arrivare da Tokyo

Da Tokyo al porto di Oarai
Circa 130 kmCirca 1 ora e mezza in auto, lungo l’autostrada Jōban
Traghetto
Dal porto di Oarai al porto di TomakomaiCirca 18 ore, con l’auto a bordo sul traghetto della sera
Dal porto di Tomakomai
Circa 180 kmCirca 3 ore in auto, lungo l’autostrada Dōtō e la strada nazionale 237
Itinerario tra le colline
Patchwork no MichiDal Parco panoramico di Kita-nishi no Oka, a circa 7 minuti in auto dalla stazione di Biei

Patchwork no Michi

Distanza
Circa 15 km
Dislivello massimo
160m

È l’itinerario che passa per il Parco panoramico di Kita-nishi no Oka, l’albero di Ken e Mary, l’albero Seven Stars e altri luoghi. Il Parco panoramico di Kita-nishi no Oka, lungo questa strada, è quello dove sono tornata in moto in autunno per rifare le foto.

Panorama Road

Distanza
Circa 25 km
Dislivello massimo
221m

L’itinerario passa per il Parco panoramico di Shinei no Oka, il parco Shikisai no Oka, Takushinkan, il Parco panoramico di San’ai no Oka e altri luoghi. Ho visto il grano al tramonto d’estate e il bagliore alpino d’inverno proprio lungo questa strada.

Le distanze e i dislivelli sono calcolati partendo dalla stazione di Biei. Guardando questi numeri capisco finalmente perché in primavera le salite che affrontavo dosando piano l’acceleratore sembravano non finire mai.

Mappe e fonti

Fonti ufficiali consultate

Pagina del luogo