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Città di Kawasaki, prefettura di Kanagawa – città di Kisarazu, prefettura di Chiba

In auto sulla Tokyo Bay Aqua-Line 15,1 km sotto e sopra il mare

La Tokyo Bay Aqua-Line collega Kawasaki, nella prefettura di Kanagawa, a Kisarazu, nella prefettura di Chiba, per circa 15,1 km. I circa 10 km sul lato di Kawasaki sono una galleria sottomarina; i circa 5 km sul lato di Kisarazu, invece, sono un ponte sul mare. In mezzo c’è Umihotaru, un’area di sosta circondata dal mare. La mattina d’inverno in cui ho scorto il Fuji innevato dal belvedere, mi è venuta subito voglia di guardarlo più da vicino: sono corsa al cannocchiale. Scelga una stagione e si conceda una pausa in mezzo al mare insieme a me.

Selezionando una scheda stagionale, si possono leggere i consigli per quel periodo e il racconto del mio viaggio. Il tramonto di primavera e le luci notturne d’estate sono panorami che mi hanno fatto desiderare di non andarmene. Parta dalla stagione che preferisce e venga a scoprirli con me.

La protagonista guida una cabriolet rossa con la capote abbassata sul ponte sopra il mare, da Umihotaru verso Kisarazu. Indossa un berretto di lana bianco e una sciarpa rosa; alle sue spalle si vedono l’isola di Umihotaru e il Fuji innevato.

InvernoGennaio

Il Fuji innevato, oltre il mare

Una mattina di gennaio, in una giornata fredda e limpida, sono arrivata a Umihotaru da Kawasaki attraversando la galleria sottomarina. Entrando dal lato di Kawasaki, ho parcheggiato al terzo piano. Appena uscita sul belvedere, il freddo mi pungeva le guance. Mi avevano detto che nelle limpide giornate invernali da qui si vede bene il Fuji. Ho guardato oltre il mare e il Fuji innevato era lì, nitido: mi sono fermata di colpo. Era così bello che ho smesso persino di sistemarmi la sciarpa.

Volevo vederlo più da vicino, così ho guardato nel cannocchiale. Mi sembrava di distinguere persino come si era depositata la neve sul Fuji, e non riuscivo a distogliere lo sguardo. Quando ho alzato la testa e mi sono voltata dall’altra parte, ho visto anche una torre alta in lontananza, sopra la città. Da lì si può guardare tutta la baia di Tokyo, e io avevo già la testa al panorama successivo: non sapevo più da che parte guardare. Ho dato un’altra occhiata al Fuji e poi mi sono messa a cercare altri scorci.

Mi sono avvicinata alla ringhiera del belvedere e, proprio sotto di me, una grande nave avanzava lentamente sul mare. Qui passano navi in continuazione: ecco perché sul lato di Kawasaki hanno costruito una galleria. Seguendo la nave con lo sguardo, ho ripensato al fatto che fino a poco prima stavo guidando proprio lì sotto. Mi ha fatto uno strano effetto, quasi un solletico.

A quanto pare, al North Cabin, al quarto piano, c’è anche un pediluvio. Non è una sorgente termale, ma sembra perfetto per scaldarsi i piedi infreddoliti. Oggi però ho messo i collant, così me lo terrò come piccolo piacere per il prossimo inverno. Se torno d’inverno, dovrò pensare anche a cosa indossare per il pediluvio.

Prima che costruissero questa strada, per andare da Kawasaki a Kisarazu bisognava fare quasi metà del giro della baia di Tokyo, mi hanno detto. Le indagini sono durate circa 20 anni, i lavori circa 10. Se oggi posso ammirare il Fuji in mezzo al mare è grazie alle persone che hanno costruito questa strada, soprannominata «il progetto Apollo dell’ingegneria civile». Pensare a tutti quegli anni mi ha scaldato il cuore e mi ha fatto venire voglia di custodire ancora di più il panorama che avevo davanti.

Prima di ripartire verso Kisarazu, ho alzato il riscaldamento, mi sono risistemata la sciarpa e ho abbassato la capote. Sul ponte, il vento d’inverno mi sfiorava le guance. Mentre guidavo con gli occhi sulla strada e le mani al volante, ripensavo al Fuji che avevo appena visto nel cannocchiale. Ogni volta che sentivo il freddo, mi tornava in mente il momento in cui mi ero fermata sul belvedere. Non avrei mai pensato che un giro in auto per ammirare il mare d’inverno potesse diventare così indimenticabile.

Sul belvedere, la protagonista indica il Fuji innevato dall’altra parte del mare mentre guarda nel cannocchiale. Indossa un piumino blu scuro, un berretto di lana bianco e una sciarpa rosa; in lontananza, sulla città, si erge una torre alta.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo9 imm.

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Specialità locali

Piatti di vongole di Umihotaru

Sul sito ufficiale di Umihotaru sono presentati diversi piatti a base di vongole: panini al vapore ripieni di vongole, curry alle vongole, soba alle vongole, ramen alle vongole in brodo salato, chanpon alle vongole e yakisoba alle vongole. Quando ho aperto il panino che ho assaggiato, insieme al vapore si è sprigionato un profumo di mare. Mi è bastato sentirlo per non riuscire più ad aspettare: l’ho raffreddato soffiandoci sopra e poi l’ho divorato. Il sapore di quel panino, con le luci della notte davanti, mi è rimasto impresso e mi è tornato in mente tante volte anche dopo essere tornata a casa.

Ciotola di riso con pesce fresco di Bōsō

Da Bōsō Kaisendokoro Kisarazu-an, a Umihotaru, si può gustare una ciotola di riso con pesce fresco pescato nella regione di Bōsō. Dopo aver assaporato il profumo di mare del panino alle vongole, mi incuriosisce anche questo piatto. Mi basta pensare a cosa proverò la prossima volta per aver voglia di tornare a Umihotaru. Al piacere di guardare il mare si potrebbe aggiungere anche quello di fermarsi a pranzo.

Cosa vedere

15,1 km sotto e sopra il mare

La strada collega Kawasaki, nella prefettura di Kanagawa, a Kisarazu, nella prefettura di Chiba, per circa 15,1 km. A metà percorso si trova Umihotaru, la prima area di sosta sul mare in Giappone; il tratto di circa 10 km sul lato di Kawasaki è una galleria sottomarina, mentre quello di circa 5 km sul lato di Kisarazu è un ponte. La galleria è sul lato di Kawasaki perché su quel tratto di mare passano spesso le navi. Dal belvedere, guardando le imbarcazioni, mi rendo conto che la strada su cui viaggiamo e il mare attraversato dalle navi convivono nello stesso spazio. Pensare di essere arrivata fin qui passando sotto il mare mi riempie di entusiasmo.

Il progetto Apollo dell’ingegneria civile

La Tokyo Bay Aqua-Line è stata inaugurata il 18 dicembre 1997, dopo circa 20 anni di indagini e circa 10 di lavori. Per scavare la galleria è stata sviluppata una gigantesca talpa meccanica con un diametro di 14,14 m. I due fronti di scavo sono avanzati da entrambi i lati e si sono incontrati nel sottosuolo, mi hanno raccontato. Al primo piano di Umihotaru, sul lato di Kawasaki, è esposta la vera testa di taglio. Sapere che è la stessa che ha scavato la galleria che ho attraversato mi fa venire voglia di osservarla con calma. Più scopro come è stata costruita la strada che corre sotto il mare, più mi batte forte il cuore.

Un’isola di 650 m in mezzo al mare

Umihotaru è un’area di sosta costruita su un’isola artificiale lunga 650 m, circondata a 360° dal mare. L’edificio ha 5 piani: dal primo al terzo ci sono i parcheggi, mentre al quarto e al quinto si trovano negozi e ristoranti. Scendo dall’auto e salgo sul belvedere: una sosta veloce si trasforma in tempo da dedicare al mare. Di notte resto incantata dalle luci sulla costa e, anche dopo aver finito il panino al vapore ripieno di vongole, faccio fatica ad andarmene.

Dati del percorso

Tokyo Bay Aqua-Line

Lunghezza
Circa 15,1 km
Punto più profondo
Circa 60 m sotto il livello del mare

Da Kawasaki Ukishima JCT, passando per la galleria sottomarina, Umihotaru e il ponte, fino a Kisarazu-Kaneda IC. È una strada che corre prima sotto il mare, poi su un ponte sopra l’acqua. Quando sono scesa dall’auto a Umihotaru e mi sono trovata davanti il mare, il cuore ha cominciato a battermi forte.

Sono i dati pubblicati sul sito ufficiale di Umihotaru. La galleria ha un diametro di 13,9 m e la velocità di progetto è 80 km/h. È incredibile pensare che la strada che ho percorso passi sotto il mare dentro una galleria così grande. Guardando il mare dal belvedere e immaginando com’è fatta, attraversarla mi sembra un’esperienza indimenticabile.

Pagina del luogo