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Motobu, prefettura di Okinawa

Il viale dei Fukugi di Bise Camminare fino al mare sotto la galleria di Fukugi che protegge le case dal vento marino

Appena entro nel viale dei Fukugi, i rumori di fuori si fanno subito lontani. Restano solo il fruscio delle foglie sopra la testa e, forse, i miei passi. Ogni volta che torno a Okinawa, vengo a camminare qui a Bise. Che sia un giorno in cui voglio fare foto, disegnare o capire come gli alberi riparano dal vento, quando arriva il momento di andare mi rendo conto che cammino a metà del mio solito passo.

D’estate la luce tra le foglie era così intensa che guardavo quasi solo dove mettevo i piedi; in una giornata nuvolosa d’inverno, invece, riuscivo a distinguere un tronco alla volta, fino in fondo al viale. Anche restando nello stesso posto, quando cambia la luce cambia tutto quello che si riesce a vedere.

Al limitare del viale dei Fukugi, una donna con una camicetta bianca a maniche corte e una gonna color menta si gira verso il mare che si intravede in fondo e si ripara gli occhi con una mano. Nell’altra tiene una bustina vuota.

EstateLuglio–agosto

Ho aperto la gelatina e ho sentito il fruscio delle foglie

La strada nazionale 449 risale verso nord la costa della penisola di Motobu. Con la capote abbassata, il vento salmastro mi arrivava dritto addosso. A ogni curva il mare fuori dal finestrino si schiariva un po’ alla volta; continuavo a guardare la strada, ma quel blu brillava ai margini del mio campo visivo. Avevo alzato un po’ la musica e, quando ho visto il cartello a forma di onigiri con il numero «449», ho fatto un piccolo cenno con la testa. I numeri delle strade, quando sono in viaggio, sono piccoli souvenir anche loro.

Quell’estate ho attraversato il Kyūshū verso sud e ho raggiunto Okinawa con la mia auto, imbarcandola a Kagoshima. Era la prima volta che guidavo la mia macchina a Okinawa. Sono venuta a Bise per passeggiare all’ombra in pieno giorno, nel cuore dell’estate. Ho lasciato l’auto nel parcheggio vicino e sono entrata nel viale: sopra la testa, le foglie formavano una copertura fitta. Anche a mezzogiorno d’estate riuscivo a vedere fino in fondo senza strizzare gli occhi. A sinistra si susseguivano i tronchi, a destra c’erano un muro di blocchi e un telo blu. Camminando in mezzo, le macchie di luce sotto i piedi cambiavano forma una dopo l’altra. Dopo tutto il sole che avevo preso viaggiando con la capote abbassata, la brezza all’ombra era una meraviglia. L’orlo della gonna color menta ondeggiava appena.

Mi sono fermata all’ombra e ho tirato fuori la gelatina all’acerola. Tenevo la bustina trasparente con una mano e con l’altra svitavo il tappo. Proprio allora ho sentito le foglie frusciare sopra la testa. Fino a un momento prima ero concentrata sulle mani, e all’improvviso mi sono accorta di quanto fosse silenzioso il sentiero.

Al primo sorso ho sentito il fresco e, subito dopo, una nota agrodolce che mi ha fatto sorridere. Motobu è chiamata la città dell’acerola. Che bello poter gustare uno spuntino del posto proprio all’ombra di quegli alberi. Ho sollevato la bustina verso la luce e ne ho bevuto un altro sorso. Il sole filtrava tra le foglie e illuminava a piccoli sprazzi solo le mie mani.

I Fukugi qui sono stati piantati attorno alle case come frangivento. Crescono lentamente, il loro legno è duro e resistono bene anche alla salsedine. Ero venuta per ammirare il bel viale, ma al di là del muro ci sono case abitate: da decenni, forse da secoli, questi alberi proteggono dal vento di mare chi vive qui. Pensarci mi ha fatto alzare lo sguardo sulle foglie con un po’ più di rispetto.

Il viale che porta a Bisezaki è lungo circa 1 km. Preferisco non avere fretta e seguire, una per una, le macchie di luce cadute sul sentiero. Le ombre dei rami disegnavano una specie di reticolo; ho provato a camminare solo sulle zone illuminate, ma al terzo passo non sapevo più dove mettere i piedi e sono rimasta ferma su una gamba sola.

Appena superato il viale, lo spazio davanti a me si è aperto di colpo. I miei occhi, abituati all’ombra, hanno trovato la luce accecante e mi sono portata una mano alla fronte. In fondo al sentiero spuntava il mare blu, dalla parte di Bisezaki. Solo uscendo ho capito quanto le foglie sopra di me avessero schermato il sole estivo.

Sono rimasta un momento al sole, esposta alla brezza marina, poi sono rientrata nel viale. Appena dentro, l’aria è cambiata e il calore del sole rimasto sulla schiena della camicetta ha cominciato a svanire. Possibile che il corpo senta una differenza così netta, a pochi passi di distanza?

Quando sono tornata al parcheggio, i sedili del cabriolet erano roventi. Prima di sedermi ci ho steso sopra un asciugamano e ho messo la bustina vuota in borsa. Per il ritorno ho chiuso la capote e girato al massimo la manopola dell’aria condizionata. Avevo appena rimesso in moto e già mi mancava l’ombra di poco prima.

Sul sentiero ombreggiato del viale dei Fukugi di Bise, una donna con una camicetta bianca a maniche corte e una gonna color menta guarda la bustina di gelatina all’acerola e ne svita il tappo. A destra ci sono un muro di blocchi e un telo blu.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Il mare di Motobu di notte

Di notte in agosto, un’auto rossa decappottabile attraversa verso di noi il ponte di Sesoko, che si allunga diritto sul mare, con i fari accesi. Sullo sfondo si vedono l’arco bianco e il profilo dell’isola di Sesoko; in cielo c’è la Via Lattea.
Ad agosto ho attraversato in auto il ponte di Sesoko, a circa 10 minuti a sud di Bise. La Via Lattea sopra l’isola si vedeva nitidissima e, per un istante, sul ponte non capivo più dove finisse il mare e cominciasse il cielo.

Immagini di questo luogo10 imm.

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Specialità da assaggiare durante il viaggio

Gelatina da bere all’acerola

A Motobu, chiamata la città dell’acerola, si trova anche una gelatina da bere preparata con questo frutto. Quando vado a Bise, ne metto sempre una in borsa. Un sorso freddo e agrodolce è proprio quello che ci vuole dopo una passeggiata nel viale.

Okinawa soba di Motobu

A Motobu l’intera città è chiamata «Motobu Soba Kaidō»; la strada Izumi Kaidō, lungo la prefetturale 84, è nota da tempo come via del soba. In occasione della Giornata del soba del 17 ottobre 2010, la città si è proclamata «Motobu, città del soba». A Motobu ci sono poco più di 60 locali che servono Okinawa soba, oltre ai ristoranti specializzati: scegliere sulla mappa dove fermarsi tornando dal viale è già parte del piacere.

Cosa vedere

Un viale di circa 1 km nato dagli alberi che proteggono le case

I Fukugi, piantati attorno alle case come frangivento, si susseguono fino a formare un viale lungo circa 1 km, che arriva fino a Bisezaki. Sono alberi a crescita lenta, con un legno duro e resistenti anche alla salsedine. Oltre il muro ci sono ancora case abitate; quando cammino qui, mi ritrovo sempre a fare passi un po’ più leggeri.

La luce tra le foglie e il loro fruscio cambiano con le stagioni

D’estate la luce che filtra tra le foglie disegna una trama sul sentiero; in una giornata nuvolosa d’inverno, invece, lo sguardo arriva fino in fondo, lungo la fila dei tronchi. Solo il fruscio delle foglie al passaggio del vento resta lo stesso in ogni stagione.

Dati sul percorso e sul luogo

Come arrivare da Tokyo

Da Tokyo
Volo per l’aeroporto di NahaDall’aeroporto di Naha al viale dei Fukugi: circa 1 ora e 50 minuti in auto su strade ordinarie
Con l’auto al seguito
Dal Nuovo porto di Kagoshima al porto di NahaCirca 25 ore in traghetto. Dal porto di Naha sono circa 92 km e circa un’ora e mezza in autostrada.
Uscita autostradale più vicina
Kyoda IC (Autostrada di Okinawa)Circa 30 km dal viale dei Fukugi, 35–45 minuti
Strada per il viale
Strada Nazionale 449Verso nord lungo la costa della penisola di Motobu

Come arrivare e passeggiare nel viale dei Fukugi di Bise

Viale fino a Bisezaki
Circa 1 km
Da Kyoda IC in auto (strade ordinarie)
Circa 45 minuti

Dal Kyoda IC ci vogliono circa 45 minuti su strade ordinarie. Dopo aver parcheggiato vicino al viale, il modo migliore per visitarlo è proseguire a piedi. Lungo il percorso che arriva a Bisezaki, probabilmente si fermerà più di una volta.

Seguendo verso nord la costa della penisola di Motobu sulla Strada Nazionale 449, si arriva a Bise, dove si trova il viale. Bise è vicina al Parco Ocean Expo, quindi è facile organizzare una deviazione insieme alla passeggiata nel viale.

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