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Nanjō, prefettura di Okinawa

In auto al parco di Chinen Misaki Uno spuntino e poi il mare, oltre il sentiero

Dietro al centro dei prodotti locali di Nanjō si trova il parco di Chinen Misaki, affacciato sul Pacifico. Nel primo pomeriggio d’estate ho sgranocchiato accanto al parcheggio un chinsukō che avevo comprato prima di arrivare, poi ho percorso il sentiero fino al promontorio, da cui si vedono le isole Kudaka e Komaka. Mi sono goduta una pausa nella brezza marina, sotto un padiglione dal tetto di tegole rosse.

Può leggere il racconto della mia passeggiata fino al promontorio, dopo uno spuntino nel primo pomeriggio d’estate.

Vicino al parcheggio del parco di Chinen Misaki, la protagonista è in piedi sul prato accanto a una staccionata di legno e tiene in mano un chinsukō. Indossa un top a quadretti azzurri e shorts bianchi; sullo sfondo, in un posto auto, c’è una cabriolet rossa. A sinistra si vede una palestra, in fondo a destra il mare.

EstateNel primo pomeriggio d’estate

Uno spuntino vicino al parcheggio, poi la brezza del promontorio

Dopo aver viaggiato per tre settimane nel Kyūshū d’estate, ho proseguito il viaggio imbarcandomi insieme alla mia cabriolet rossa sul traghetto dal porto di Kagoshima Shinkō a Naha. Ho raggiunto il porto di Naha due giorni fa, dopo circa 25 ore e alcune soste nelle isole Amami. Oggi sono scesa verso il sud dell’isola con il tetto aperto, per vedere il mare di Nanjō.

Nel primo pomeriggio d’estate ho parcheggiato al parco di Chinen Misaki, dove c’è posto per decine di auto, e sono uscita sul vialetto. Oltre il grande edificio si apriva il cielo; a destra, in fondo agli alberi, si intravedeva appena il mare. Ero arrivata con il tetto aperto e avevo ancora i capelli scompigliati dal vento.

Prima, però, un chinsukō. Ho aperto il sacchetto di chinsukō che avevo comprato alla filiale di Tamagusuku di Arakaki Kashiten prima di arrivare fin qui: in una mano tenevo l’incarto, nell’altra il dolcetto. Il vento muoveva appena l’orlo del mio top azzurro. Avevo già deciso di andare al mare, ma quel boccone davanti a me mi tentava così tanto che continuavo a guardare il dolcetto.

Il primo morso è stato croccante e il sapore dolce mi ha riempito la bocca. Ho raccolto nell’incarto le briciole che si erano staccate e ho finito il resto. Alzando lo sguardo, oltre la staccionata nera ho visto la mia auto rossa. Rivedere da lontano l’auto che aveva attraversato il mare con me da Kagoshima mi ha fatto capire quanta strada avessi fatto verso sud.

Ho sentito dire che nei chinsukō si usa lo strutto di maiale. Sarà per questo che sono così croccanti e friabili? La filiale di Tamagusuku è collegata a una fabbrica di chinsukō e, a quanto pare, propone anche un gelato al chinsukō della casa. La prossima volta voglio assaggiare quello.

Ho rimesso via l’incarto e mi sono avviata sul sentiero. Dal parcheggio, gli alberi nascondevano il mare; camminando, invece, la vista si è allargata. Sulla punta del promontorio mi sono fermata a guardare il Pacifico. Il mare si stendeva da entrambe le parti. Pensavo di fare solo una breve deviazione, ma mi sa che finirò per fermarmi qui più a lungo del previsto.

Ho sentito dire che sotto il parco si estende una barriera corallina. Dopo aver guardato l’orizzonte lontano, ho abbassato lo sguardo sul mare più vicino e mi sono accorta che la luminosità dell’acqua cambiava da un punto all’altro. Mi sono scostata i capelli dal viso e ho guardato verso le isole. Mi avevano detto che da qui si vedono Kudaka e Komaka, così ho confrontato la loro posizione sulla mappa con quella che vedevo davanti a me.

Dopo essermi goduta il panorama del promontorio, mi sono riposata sotto il padiglione dal tetto di tegole rosse. Sotto il tetto ero al riparo dal sole, ma la brezza marina continuava a passare, leggera. Con il sole negli occhi avevo dovuto strizzarli per guardare; lì all’ombra riuscivo a ripensare con calma anche a come erano disposte le isole.

Prima di tornare all’auto, sono passata anche dal centro dei prodotti locali di Nanjō. È un negozio che vende specialità del posto e oggetti artigianali; mi piace anche curiosare tra le cose realizzate vicino al mare che avevo appena ammirato. Mentre prendevo in mano qualche possibile ricordo del viaggio, ripensavo da sola al panorama del promontorio.

Tornata al parcheggio, ho aperto il tetto della mia auto rossa. Il sacchetto dei chinsukō era ancora mezzo pieno. Ho deciso di tenere quello che restava per uno spuntino in albergo stasera. Ho ripiegato due volte l’apertura del sacchetto e l’ho appoggiato sul sedile del passeggero.

Sulla punta del promontorio del parco di Chinen Misaki, in estate, la protagonista, con un top a quadretti azzurri e shorts bianchi, si porta una mano ai capelli mossi dal vento, vicino a una staccionata di legno, e guarda le isole basse all’orizzonte. Sullo sfondo ci sono un padiglione dal tetto di tegole rosse e il Pacifico.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Il mare di Chinen di notte

Di notte, in agosto, una cabriolet rossa con i fari accesi risale i ponti Niirai e Kanai, che disegna una grande curva sulla collina in discesa verso il mare. Sotto si vede una striscia di luce lunare sull’acqua e in cielo brillano le stelle.
In una notte d’agosto ho percorso in salita i ponti Niirai e Kanai, dal mare di Chinen verso l’altura. Sull’acqua sotto di me, la luce della luna si allungava in una striscia sottile.

Immagini di questo luogo3 imm.

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Specialità locali

Chinsukō

Biscotti da forno friabili molto amati a Okinawa. A Nanjō c’è il negozio Tamagusuku di Arakaki Kashiten, che vende chinsukō. Io ne avevo comprato un sacchetto prima di arrivare e me l’ero portato dietro; ne ho assaggiato uno prima di incamminarmi verso il promontorio.

Tempura dell’isola di Ōjima

L’isola di Ōjima, a Nanjō, è conosciuta per le tempura di pesce, calamaro, mozuku e aosa. Al ritorno dal promontorio mi piacerebbe attraversare il ponte e andare a cercare qualcosa di appena fritto.

Caramelle al sale dell’isola di Kudaka

Queste caramelle al sale sono presentate come una specialità dell’isola di Kudaka, che ho ammirato dal promontorio. Ho sentito dire che si trovano anche al centro dei prodotti locali di Nanjō. Sarebbero il souvenir perfetto per ricordare la giornata trascorsa a guardare l’isola.

Cosa vedere

Il Pacifico oltre il sentiero

Il parco sorge su un promontorio che si protende nel mare; sotto si estende una barriera corallina. Ho percorso il sentiero e, dalla punta, ho ammirato il Pacifico e le due isole.

Una pausa nel padiglione dalle tegole rosse

Nel parco ci sono un padiglione dal tetto di tegole rosse e un sentiero. Si trova dietro al centro dei prodotti locali di Nanjō, perciò è facile abbinare una passeggiata nella brezza marina a un giro in auto nel sud dell’isola.

Come arrivare al parco

Come arrivare da Tokyo

Da Tokyo
In aereo fino all’aeroporto di NahaCirca 45–60 minuti in auto dall’aeroporto di Naha
Per imbarcare anche l’auto
Dal porto di Kagoshima Shinkō al porto di NahaCirca 25 ore in traghetto. Dal porto di Naha sono circa 23 km e 45 minuti.
Svincolo autostradale
Haebaru-kita ICLa strada prefettizia 86 e altre vie portano al parcheggio del promontorio di Chinen, a circa 18 km e 30 minuti.
La strada per il promontorio
Strada nazionale 331Il parcheggio del parco si trova dietro al centro dei prodotti locali di Nanjō.

Come arrivare al parco di Chinen Misaki

In auto dall’aeroporto di Naha
Circa 60 minuti
A piedi dalla fermata Sefa Utaki-iriguchi
Circa 5 minuti

Il parco si trova dietro al centro dei prodotti locali di Nanjō. Dopo aver parcheggiato, può percorrere il sentiero fino al belvedere sul promontorio.

Il tragitto in auto dall’aeroporto di Naha è di circa 60 minuti; dalla fermata dell’autobus Sefa Utaki-iriguchi occorrono circa 5 minuti a piedi. Io sono partita dal parcheggio del parco, dopo essermi presa un momento di pausa.

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