Villaggio di Kunigami, prefettura di Okinawa
In auto fino a Capo Hedo Un pomeriggio ad ascoltare le onde, all’estremo nord dell’isola principale
In una limpida giornata di gennaio, sono arrivata al sentiero di Capo Hedo con addosso una giacca di jeans. Guardando le onde infrangersi sugli scogli, ho mangiato lo zenzai di Okinawa che avevo portato con me. Il ghiaccio freddo mi ha fatto strizzare gli occhi, poi la dolcezza dei fagioli sul fondo mi ha fatto sorridere di nuovo. Insieme al suono del mare, mi è rimasta dentro la gioia di essere arrivata fino all’estremo nord.
Questa è la storia di una passeggiata a Capo Hedo in una limpida giornata d’inverno. La accompagno tra il mare e il sentiero, fino alla pausa con lo zenzai.
InvernoUn limpido pomeriggio di gennaio
Onde davanti a me, ghiaccio che mi fa strizzare gli occhi
A gennaio sono arrivata in auto all’estremo nord dell’isola principale di Okinawa. Scesa dalla macchina, appena messo piede sul sentiero ho sentito il rumore delle onde. Si infrangevano oltre gli scogli, poi c’era una breve pausa e arrivava l’onda successiva. Camminavo stringendomi la giacca davanti, ma volevo sentire quel rumore più da vicino e ho alzato il viso senza neanche accorgermene.
Lungo il sentiero si susseguivano rocce frastagliate. Oltre la ringhiera nera si apriva il mare; guardando lontano, l’orizzonte sembrava non finire mai. Questo è l’estremo nord dell’isola principale. Sulla mappa, sotto il mio dito, era solo un puntino; adesso, davanti all’immensità del mare, mi manca il fiato.
Ho avvolto una mano attorno alla coppetta di zenzai che avevo portato. Mi è venuto da ridere un po’ all’idea di mangiare un dolce freddo con il mare d’inverno davanti a me. Però mi incuriosivano i fagioli Kintoki che si vedevano sul fondo, così ho affondato il cucchiaino. Appena ne ho preso una cucchiaiata insieme al ghiaccio, ho strizzato gli occhi d’istinto. Prima è arrivato il freddo, poi la dolcezza dei fagioli; subito mi è venuta voglia di un altro cucchiaio.
Quando ho abbassato il cucchiaino, ho sentito di nuovo le onde. Davanti a me si infrangevano sugli scogli e si disfacevano in schiuma bianca. Ho smesso di mangiare e sono rimasta lì a guardare quel ritmo ripetersi. Avevo sentito che nelle giornate limpide si può vedere l’isola di Yoron, ma oggi non avevo voglia di cercare niente: volevo solo guardare le onde davanti a me.
Ho sentito che qui si è tenuto un raduno attorno ai falò per chiedere il ritorno di Okinawa al Giappone. Ripensandoci, il promontorio che fino a poco prima mi sembrava il punto d’arrivo del viaggio ha preso anche un altro significato: un luogo da cui guardare oltre il mare. Ho ripreso la coppetta con entrambe le mani e ho rivolto lo sguardo all’orizzonte. Dopo aver immaginato i desideri di chi si era radunato qui, non me la sono sentita di tornare subito all’auto.
Per finire, ho raccolto i fagioli rimasti sul fondo. Li ho masticati piano, assaporandone la dolcezza; con il ghiaccio ero andata più in fretta. Le guance erano ancora fredde per la brezza marina, ma il cuore mi si è riempito di gioia per essere arrivata fin qui. Anche dopo aver finito tutto, avevo ancora voglia di ascoltare le onde. Prima ancora di pensare alla strada del ritorno, ho inspirato profondamente accanto alla ringhiera.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Immagini di questo luogo1 imm.
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Villaggio di Kunigami, prefettura di Okinawa · Inverno
Una specialità da assaggiare durante il viaggio
Zenzai di Okinawa
È un dolce di Okinawa preparato con fagioli Kintoki cotti nello zucchero e ghiaccio tritato. Ho mangiato sul sentiero la coppetta che avevo portato con me: il freddo del ghiaccio mi ha fatto strizzare gli occhi. Assaporare fino all’ultimo i fagioli sul fondo mi fa sentire che porterò con me anche il ricordo del tempo passato a guardare il mare.
Cosa vedere
Il capo su cui si infrangono le onde del Pacifico e del Mar Cinese Orientale
Capo Hedo è il punto più settentrionale dell’isola principale di Okinawa. Qui le onde dell’Oceano Pacifico e del Mar Cinese Orientale si infrangono sulle scogliere. Il rumore delle onde sul sentiero era molto più forte di quanto immaginassi in auto, e mi ha fatto sentire davvero arrivata fin quassù.
Il ricordo dei raduni attorno ai falò, con lo sguardo al di là del mare
Qui si tenevano raduni attorno ai falò per chiedere il ritorno di Okinawa al Giappone; qui sorge anche il monumento commemorativo della lotta per il ritorno di Okinawa alla madrepatria. Anche le persone riunite qui un tempo guardavano il mare davanti a sé. Prima di riuscire a staccare gli occhi dall’orizzonte, mi è venuta voglia di restare ancora un po’.
Informazioni sul percorso
Come arrivare a Capo Hedo
- Dall’aeroporto di Naha in auto, su strade ordinarie
- 3 ore
- A piedi dalla fermata dell’autobus all’ingresso di Capo Hedo
- 5 min
A Hedo, nel villaggio di Kunigami, si trova il promontorio più settentrionale dell’isola principale. Quando avrò finito di guidare, mi piacerebbe scendere dall’auto e passeggiare lungo il sentiero ascoltando le onde.
I tempi di percorrenza in auto e a piedi sono quelli riportati nella sezione Come arrivare di Okinawa Monogatari. Io volevo godermi il promontorio senza fretta, così dopo il viaggio mi sono lasciata tutto il tempo per guardare il mare.
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