Shimogō, prefettura di Fukushima
Una passeggiata invernale a Ouchi-juku Tetti di paglia sotto la neve e negi-soba
Ouchi-juku era una stazione di posta lungo la strada che nel periodo Edo collegava Aizu-Wakamatsu e Nikkō-Imaichi. In una mattina di neve, ho passeggiato per la via e poi ho provato a sollevare la soba usando un cipollotto come bacchetta. Un viaggio in cui ho rallentato il passo, sia per ammirare il paesaggio sia per gustare la soba.
Ecco il paesaggio che ho visto e il racconto del mio viaggio a Ouchi-juku in una mattina d’inverno con la neve a terra.
InvernoUna mattina d’inverno, con la neve a terra
Tetti di paglia sotto la neve e negi-soba
Appena sono entrata nella via di Ouchi-juku, ho alzato gli occhi verso i tetti. Sulle grandi falde di paglia si era accumulata una coltre spessa di neve. Le case si allineavano ai due lati, mentre la strada in mezzo si allungava verso le montagne. Camminavo rannicchiata nel piumino, ma quella fila di case mi ha fermata. Volevo restare proprio all’inizio della via a guardare i tetti che continuavano fino in fondo.
Poco più avanti ho notato l’acqua che scorreva lungo il bordo della via. Credevo che la neve avesse coperto tutto, così mi ha incuriosita vedere l’acqua scorrere proprio accanto alle case. Ho guardato dove mettevo i piedi e poi ho rialzato lo sguardo verso i tetti. Era sempre la stessa via, eppure ogni volta che alzavo o abbassavo lo sguardo scoprivo qualcosa di diverso. Mi si muoveva più il collo che la mano con cui scattavo le foto.
Ho sentito dire che nel periodo Edo qui c’era una stazione di posta dove i viaggiatori si fermavano a riposare. Si trovava lungo la strada che collegava Aizu-Wakamatsu e Nikkō-Imaichi; a quanto pare, vi passavano anche i cortei del sankin-kōtai. Anche i viaggiatori di allora camminavano proprio su questa strada. A pensarci, le case ai due lati non mi sembrano più soltanto un insieme di begli edifici. Mi viene da immaginare che, dopo aver camminato a lungo nella neve, vedere questi tetti facesse tirare un sospiro di sollievo.
Dopo aver guardato solo i tetti, stavolta sono rimasta a fissare la ciotola. È la famosa negi-soba: il cipollotto non è solo il condimento della soba; quello lungo si usa anche come bacchetta. Ho preso la ciotola con una mano e, con l’altra, ho sollevato piano un po’ di soba. Avevo una gran voglia di mangiarla, ma per riuscire ad arrivare al primo boccone mi sono dovuta concentrare molto più di quanto immaginassi.
Guardando la soba appoggiata sul cipollotto, mi è scappato da ridere. Di solito la sollevo con le bacchette senza pensarci, ma stavolta continuavo a osservarla, pensando che fosse meglio mangiarla finché potevo. Ho avvicinato la ciotola al viso e finalmente ho assaggiato. Non pensavo che riuscire a mangiarla mi avrebbe resa così felice. Mi resteranno impressi insieme i tetti che guardavo al freddo e il modo in cui tenevo il cipollotto.
Quando ho guardato di nuovo la via, i tetti di paglia hanno catturato ancora di più la mia attenzione. Ho saputo che sono fatti di susuki e che gli artigiani e gli abitanti del villaggio collaborano per rifarli. Non è rimasta solo la forma antica: ancora oggi c’è chi si prende cura dei tetti. Mi è venuta voglia di guardarli ancora una volta da un’estremità della via, e ho tenuto ben ferma la mano che reggeva la ciotola. Sono venuta per vedere i tetti coperti di neve e torno a casa con ancora più ricordi: la negi-soba e la storia di chi continua a proteggerli.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Specialità locali
Negi-soba
La specialità di Ouchi-juku è la negi-soba: si mangia la soba usando un cipollotto lungo al posto delle bacchette. Mi sono concentrata persino sul modo di sollevare la soba. Ero venuta per ammirare il paesaggio, ma perfino il modo di mangiarla è diventato parte del piacere del viaggio.
Spiedino di iwana alla griglia
Oltre alla soba, lo spiedino di iwana alla griglia è presentato come un’altra specialità di Ouchi-juku. Questa volta ero troppo presa dalla negi-soba, ma per la prossima passeggiata ho già un altro piatto da provare.
Cosa vedere
La via della stazione di posta del periodo Edo
Ouchi-juku si sviluppò come stazione di posta lungo la strada che collegava Aizu-Wakamatsu e Nikkō-Imaichi. Nel 1981 (56º anno dell’era Shōwa) è stato designato distretto nazionale per la conservazione dei gruppi di edifici tradizionali. Mentre cammino nella via innevata, penso a chi un tempo si fermava qui durante il viaggio e finisco per restare più a lungo a guardare i tetti.
Tetti di paglia che ancora oggi vengono rifatti
Ho saputo che i tetti sono fatti di susuki e che vengono rifatti con la collaborazione degli abitanti del villaggio, sotto la guida degli artigiani chiamati kaya-te. Anche i tetti sotto la neve si sono conservati grazie a questo lavoro. Una storia che mi fa venire voglia di alzare gli occhi ancora una volta prima di andare via.
Dati del percorso
Ouchi-juku sulla strada Shimotsuke-kaidō (Aizu Nishi-kaidō)
Un tempo i viandanti e i cortei del sankin-kōtai passavano per questa stazione di posta; oggi si lascia l’auto e si esplora il borgo a piedi. Io, ogni volta che alzavo gli occhi verso i tetti innevati, facevo fatica a proseguire.
A Ouchi-juku si lascia l’auto e si esplora la via a piedi. Mi sono ritrovata a passeggiare piano, fermandomi a guardare la neve sui tetti e a rivolgere lo sguardo ai canali: anche una breve passeggiata si è trasformata in un lento giro per il borgo.
Altri articoli sui luoghi
Se questo articolo le è piaciuto, dia un’occhiata anche a questi luoghi: sono tornata più volte in ognuno, in stagioni diverse.
Mappe e fonti
Fonti ufficiali consultate
- Associazione turistica di Ouchi-juku (Ouchi-juku e i tetti di paglia) (si apre in una nuova scheda)
- Informazioni turistiche della prefettura di Fukushima — Fukushima Travel (Ouchi-juku) (si apre in una nuova scheda)
- Organizzazione nazionale del turismo giapponese (Ouchi-juku) (si apre in una nuova scheda)