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Prefettura di Tokushima · Miyoshi

Ammirare il borgo di Ochiai in autunno La vita oltre la valle e una specialità locale tra le mani

Sul versante della montagna, le case, i muretti in pietra e i campi si sovrappongono a formare il borgo di Ochiai. Un pomeriggio d’ottobre l’ho guardato dall’altro lato della valle, con uno spiedo di dekomawashi tra le mani. Vedere la vita che continua fin lassù mi ha incantata prima ancora di assaggiare il piatto.

Un pomeriggio d’ottobre ho ammirato le case sul versante opposto. Con uno spiedo di dekomawashi tra le mani, mi è venuta voglia di immaginare come si vive lassù.

Sul tratto pavimentato da cui si scorge in autunno il borgo di Ochiai al di là della valle, una giovane donna con un abitino corto a fiori e un cardigan chiaro tiene in mano uno spiedino di dekomawashi, accanto a una cabriolet rossa parcheggiata.

AutunnoUn pomeriggio d’ottobre

Un boccone dallo spiedo, e un altro sguardo alle case di fronte

Un pomeriggio d’ottobre, dall’altra parte della valle ho visto il borgo di Ochiai. Le case sono sparse sul versante della montagna, tra campi e muretti in pietra che si susseguono. Accanto all’auto rossa mi sono sistemata il cardigan e ho alzato lo sguardo verso la casa più in alto. Non pensavo che il panorama fosse così vasto: mi ha tolto il fiato sapere che lassù c’era gente che viveva davvero.

A quanto pare, il dislivello del borgo arriva a 390 m. Da lontano si può ammirare tutto in una volta, ma per andare davvero da quella casa a quel campo bisogna salire e scendere lungo il pendio. Seguendo con lo sguardo la posizione di ogni casa, il desiderio di ammirare il paesaggio ha lasciato il posto alla curiosità per la vita quotidiana di chi abita lì.

Tra le mani avevo uno spiedo di dekomawashi della valle di Iya. È una specialità locale: patate, tofu compatto e konnyaku vengono infilzati su uno spiedo, conditi con salsa di miso e grigliati. Ho guardato gli ingredienti e poi ho assaggiato: il profumo del miso abbrustolito si è diffuso nell’aria. Gustare qualcosa di caldo nel fresco dell’aria di montagna mi ha sciolto tutta la tensione.

Si dice che il nome dekomawashi derivi dal gesto di girare lo spiedo mentre cuoce, che ricorda il movimento della testa di una marionetta di legno. Quando ho sentito il nome, avevo immaginato che dipendesse dalla forma del piatto, invece viene dal modo in cui si cuoce. Ho guardato lo spiedo che tenevo in mano e ho sorriso un po’, pensando che mi sarebbe piaciuto vedere come lo preparano.

A quanto pare, nel borgo di fronte sono rimaste case risalenti al periodo che va dalla metà dell’epoca Edo ai primi anni dell’epoca Shōwa. Poco prima mi aveva sorpresa l’ampiezza del versante; ora mi chiedevo da quanto tempo si vivesse lassù. Seguivo con lo sguardo il percorso tra i campi e le case e mi chiedevo quale strada avrei fatto ogni giorno, se abitassi lì. Mi sono accorta che avevo di nuovo smesso di mangiare, con lo spiedo in mano.

Verso la fine, mi sono ritrovata a guardare le montagne con più calma di prima. Ho riguardato i tetti lontani, seguito con gli occhi i terrazzamenti dei campi e poi sono tornata all’auto. Forse perché ammiravo il panorama mentre assaporavo una specialità di Iya, quel versante mi è rimasto nel cuore non soltanto come un bel paesaggio, ma come un luogo dove si vive. La prossima volta voglio saperne di più sulla storia del borgo.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Prefettura di Tokushima · Miyoshi · Autunno

Specialità da assaggiare durante il viaggio

Dekomawashi della valle di Iya

Una specialità della valle di Iya: patate, tofu compatto, konnyaku e altri ingredienti vengono infilzati su uno spiedo, conditi con salsa di miso e grigliati. Si dice che il nome venga dal gesto di girare lo spiedo, simile al movimento della testa di una marionetta di legno. L’ho assaggiato boccone dopo boccone, guardando il borgo sull’altro versante.

Cosa vedere

Un borgo sul versante, con 390 m di dislivello

Il borgo di Ochiai si estende su un ripido versante montano, con un dislivello che arriva a 390 m. Seguendo con lo sguardo le case di fronte, mi viene da immaginare la salita e la discesa di ogni giorno.

Un paesaggio di muretti in pietra e case antiche

Nel borgo si conservano ancora case risalenti al periodo compreso tra la metà dell’epoca Edo e i primi anni dell’epoca Shōwa, oltre ai muretti in pietra e ai campi. La zona è stata designata area di conservazione per gruppi di edifici tradizionali di particolare importanza. Anche da lontano, il profilo delle case e dei campi che si sovrappongono mi è rimasto impresso.

Il percorso

Strada per il belvedere sul borgo di Ochiai

Verso il belvedere di Nakagami, a Higashi-Iya, nella città di Miyoshi. Da lì ho ammirato il borgo di Ochiai di fronte a me, al di là della valle.

Mi sono fermata a guardare con calma le case e i campi sull’altro versante. Dopo un boccone di dekomawashi, ho alzato ancora una volta lo sguardo verso la parte più alta della collina.

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