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Yamanashi · Alpi meridionali

Ho riguardato dall’alto la curva appena percorsa Un’alba d’inverno nella conca di Kōfu, dal parco del ponte Tōkakyō

Dal belvedere, la curva che avevo sentito dall’auto si allarga in un grande anello. Guardando insieme la città e il Monte Fuji, sento anche quanto è alto questo ponte.

Le racconto una mattina d’inverno: attraverso il ponte ad anello e poi, dal parco, guardo la conca illuminarsi.

In una mattina d’inverno, una berlina rossa percorre la curva del ponte Tōkakyō, con la conca di Kōfu e il Monte Fuji sullo sfondo. Nell’abitacolo, la protagonista tiene le mani sul volante.

InvernoIntorno all’alba, d’inverno

Aspettando che la luce del mattino raggiunga la curva del ponte

Volevo vedere l’alba sulla conca di Kōfu dal parco del ponte Tōkakyō. Così sono partita da casa, ad Ariake, quando era ancora buio pesto e mi sono diretta a ovest con la mia berlina rossa a trazione integrale. Era una gita in giornata: al ritorno avrei potuto prendermela comoda, una volta che la conca si fosse illuminata. Dopo aver lasciato l’autostrada, ho attraversato una città che sembrava ancora alle prese con i preparativi del mattino, poi sono arrivata al ponte. Seguendo la curva, il parapetto si allungava davanti a me. Mi piace seguire la curva, sterzando poco alla volta, finché non termina. Oggi, però, volevo riguardarla dall’alto, dopo averla percorsa.

Ho svoltato a destra all’altezza del serbatoio rosa che funge da punto di riferimento e sono arrivata al parcheggio del parco. Era piccolo, con spazio per circa 8 auto. Ero arrivata che era ancora buio; quando ho spento il motore, tutt’intorno c’era un silenzio incredibile. Mi è sembrato che persino il rumore della portiera potesse riecheggiare fino alla conca.

Il parco è diviso in una parte alta e una bassa, collegate da scale e vialetti. Dal parcheggio ho salito i gradini. A ogni passo, il panorama sotto di me si apriva un po’ di più. Quando ho cominciato a sentire un po’ di caldo sotto il cappotto, ho intravisto il ponte che avevo appena attraversato. Dal posto di guida non mi ero resa conto di quanto fosse ampio l’arco del ponte, che si snoda sopra la città in un’ampia curva. Mi è venuto spontaneo seguirne il profilo con un dito: ero passata proprio di là!

Prima dell’alba il cielo era ancora scuro e sul ponte brillavano i lampioni arancioni. Di notte, a quanto pare, si vedono insieme al panorama notturno della conca di Kōfu. Anche nella città sotto di me restavano qua e là alcune luci. In quel paesaggio sospeso tra la notte che se ne andava e i primi segni del mattino, ho aspettato che il cielo si schiarisse, mentre il mio fiato si condensava in nuvolette bianche.

Il Monte Fuji è molto lontano, dall’altra parte della conca. La cima innevata si vede oltre il profilo delle montagne più vicine. Avevo letto che d’inverno il sole sorge proprio vicino al Monte Fuji, così ho preso la macchina fotografica e mi sono messa ad aspettare. Credevo di guardare solo il cielo, ma a un certo punto mi sono accorta che lo sguardo era finito sulle case sotto il ponte.

Quando è spuntato il sole, i tetti e le finestre hanno cominciato a illuminarsi uno dopo l’altro. E pensare che fino a poco prima quella città mi sembrava solo un gruppo lontano di case: erano case che si stavano svegliando. Mi sono seduta nel gazebo a guardare la città dall’alto; la curva del ponte sembrava proseguire fin laggiù, e mi è venuta voglia di restare ancora un po’.

Quando il sole è sorto del tutto, i lampioni del ponte non attiravano più lo sguardo. La curva che fino a poco prima brillava d’arancione ora risaltava rosa nella luce del mattino. Sono contenta di aver potuto vedere per intero il cambiamento: tra la notte e il mattino, lo stesso ponte sembrava un altro. Forse è proprio questo il premio per la levataccia.

Quando sono tornata in auto, avevo la sensazione di aver appena concluso il mio giro mattutino. Prima di rientrare a Tokyo, mi piacerebbe fermarmi a mangiare un piatto di hōtō, la specialità dello Yamanashi. Pare che le tagliatelle vengano cotte nel brodo al miso ancora infarinate, così il brodo si addensa e avvolge bene la pasta e gli altri ingredienti. Con il freddo ancora addosso, sarebbe stato il piatto perfetto. Riguardando le foto, mi sono accorta che il ponte davanti al Monte Fuji era venuto più grande di quanto mi aspettassi. Oggi torno a casa ricordandomi non solo la montagna, ma anche la strada stessa.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Yamanashi · Alpi meridionali · Mattina d’inverno

Specialità locale

Hōtō

Una specialità tradizionale dello Yamanashi: tagliatelle spesse cotte con le verdure in un brodo al miso. Dopo aver aspettato l’alba nel parco, in una mattina d’inverno con il fiato che si condensava nell’aria, avevo una voglia matta di quel brodo caldo e denso.

Cosa vedere

Riguardare dall’alto la curva appena percorsa

Dopo aver attraversato il ponte, sono salita al parco del ponte Tōkakyō. Dal belvedere, la curva che avevo sentito al volante sembrava un grande anello. È stato bello ritrovare dall’alto la strada appena percorsa.

Il sole sorge vicino al Monte Fuji

Un panorama che invoglia a venire in una mattina d’inverno. Sono arrivata prima dell’alba e ho aspettato finché la curva che brillava sotto i lampioni arancioni non ha preso un tono rosato nella luce del sole.

Dati del percorso

Percorso Hyakusaka Yamanashi – ponte ad anello (ponte Tōkakyō)

Distanza percorsa sull’itinerario ciclabile ufficiale
1,3km
Dislivello dello stesso itinerario
95m

Il tratto dall’incrocio di Kuruwa-da Shinden all’imbocco della strada forestale Nagamine, a Iino, che comprende il ponte ad anello.

Sono i dati dell’itinerario ciclistico ufficiale della prefettura. Considerati a parte rispetto alla lunghezza del solo ponte, danno un’idea delle strade nei dintorni.

Pagina del luogo