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Shima, prefettura di Mie

Lo sguardo spazia sulla baia di Ago dal belvedere di Yokoyama Le insenature da seguire con lo sguardo e un assaggio fresco

Un gelato in primavera, il vento in estate, le nuvole a pecorelle in autunno, il mare lontano in inverno. Anche tornando sulla stessa terrazza, i motivi per cui mi fermavo cambiavano un po’ ogni volta. Scelga la stagione che la incuriosisce e mi accompagni nel racconto di quel momento davanti alla baia.

In primavera mi sono goduta le foglie nuove e un assaggio fresco; in estate, la brezza della baia dopo essere uscita dal sentiero ombreggiato. In autunno mi attiravano il bosco ancora verde e il cielo ampio; in inverno, la linea nitida dell’orizzonte. Quale panorama sceglierò per la prossima sosta?

A maggio, al belvedere di Yokoyama, la protagonista tiene vicino alla bocca un gelato soft rosa e bianco. Indossa una camicia bianca, un top rosa e una gonna svasata bianca; oltre la terrazza di legno e la ringhiera nera a barre verticali si apre la baia di Ago.

PrimaveraUn pomeriggio di maggio

Volevo seguire ancora quel braccio di mare con lo sguardo

Ho parcheggiato e mi sono incamminata lungo il sentiero dal Centro visitatori di Yokoyama alla Terrazza del Caffè Tenkū. Sono 0,6 km, circa 15 minuti di cammino. In primavera gli alberi sempreverdi di Yokoyama perdono le foglie vecchie e fanno spuntare quelle nuove. Alzando lo sguardo, ho visto le foglioline nuove, ancora tenere, sui rami di tabunoki e yamamomo. Lungo il sentiero fiorivano anche le azalee kobano-mitsuba-tsutsuji; dal bosco arrivavano i richiami degli uccelli mejiro e delle cicale primaverili.

Nel pomeriggio di maggio sono salita sulla terrazza del belvedere di Yokoyama. Oltre il pavimento di legno si vedevano tanti specchi d’acqua della baia di Ago. Pensavo che il mare fosse tutto un’unica distesa, ma qui sembrava serpeggiare tra i boschi. Mi chiedevo quali lembi fossero isole e dove, invece, la terra continuasse senza interruzione. Ho lasciato correre lo sguardo dall’insenatura davanti a me fino in lontananza.

Mi sono rimboccata le maniche della camicia bianca e ho avvicinato alle labbra il gelato che avevo in mano. I due strati, rosa e bianco, si intrecciavano. Quando ho dato un morso alla punta, così morbida, il freddo ha lasciato il posto a un sapore fresco e leggero. Ero così presa dal panorama che quasi mi dimenticavo del gelato; a quel punto, però, volevo assaporarlo con calma.

La mia amica ha indicato un tratto di mare in lontananza e mi ha chiesto: «Chissà se è collegato anche quello». Ho guardato nella stessa direzione, cercando di scorgere cosa si nascondeva oltre gli alberi vicini. Era un punto diverso dall’insenatura che avevo appena seguito con lo sguardo. Seguendo con gli occhi il punto che aveva trovato la mia amica, mi sono accorta che in quel panorama così ampio c’erano ancora tante forme che non avevo notato.

Al di là del tratto di mare che aveva notato la mia amica, ho visto diverse ombre rettangolari allineate. Nella baia di Ago ci sono zattere per l’allevamento delle perle, e da qui se ne vede la fila. In quella baia che fino a un attimo prima mi sembrava solo un panorama, invece, si coltivano perle. A quel pensiero, ogni specchio d’acqua mi è parso un po’ speciale. L’ho detto alla mia amica e lei si è sporta in avanti: «Sono tutte zattere quelle?»

Ho tenuto di nuovo il gelato ben dritto e mi sono fermata un momento all’interno della ringhiera. Sul pavimento, ai miei piedi, si allungavano le ombre degli alberi. Avevo guardato soprattutto la baia in lontananza, ma qui sotto tremolavano anche le ombre delle foglie di primavera. Le ho seguite con lo sguardo mentre il vento le muoveva, poi ho assaggiato un altro boccone. Mi godevo a turno il panorama lontano e la terrazza su cui mi trovavo.

Dopo aver finito il gelato, sono andata con la mia amica fino alla Terrazza Komorebi. È a circa 1 minuto di cammino dalla Terrazza del Caffè Tenkū; gli alberi di keyaki e sudajii fanno ombra. Da lì, tra i rami, le insenature della baia di Ago disegnavano un profilo un po’ diverso da quello visto poco prima dalla terrazza. Io e la mia amica ci siamo messe a cercare insieme: «Qual era il passaggio d’acqua che avevamo visto prima?»

Anche dopo aver finito il gelato, sono rimasta ancora un po’ a guardare la baia con la mia amica. Basta cambiare appena il punto da cui si guarda perché la stessa insenatura sembri così diversa. Anche se al belvedere si arriva in auto, c’è il piacere di spostarsi a piedi e cambiare prospettiva. Prima di andarmene, volevo scegliere un altro punto da cui guardare: ho seguito ancora una volta con gli occhi il disegno dell’acqua, cercando di fissarmelo in mente.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo4 imm.

  • Shima, prefettura di Mie · Primavera

  • Shima, prefettura di Mie · Estate

  • Shima, prefettura di Mie · Autunno

  • Shima, prefettura di Mie · Inverno

Da assaggiare durante il viaggio

Gelato soft da Mirador Shima

Alla Terrazza del Caffè Tenkū del belvedere di Yokoyama si trova Mirador Shima, dove si può gustare un gelato soft. Dopo aver assaporato quel primo boccone fresco, ho seguito di nuovo con gli occhi le insenature della baia. Mi viene voglia di godermi con calma sia il panorama sia il dolce.

Da non perdere qui

Isole e penisole che si intrecciano nella baia di Ago

Dal belvedere di Yokoyama si può ammirare la baia di Ago con le sue isolette e penisole sovrapposte. Viene voglia di seguire con lo sguardo i passaggi d’acqua, da vicino a lontano.

Una passeggiata alla Terrazza Komorebi

A circa 1 minuto a piedi dalla Terrazza del Caffè Tenkū si trova la Terrazza Komorebi, circondata da alberi di keyaki e sudajii. Io ho guardato la baia tra i rami e con la mia amica mi sono messa a cercare il profilo delle insenature, diverso da quello visto poco prima dalla terrazza.

Percorso e dati del luogo

Percorso del belvedere di Yokoyama (partenza dal Centro visitatori)

Lunghezza del percorso ad anello a piedi
3km
Altitudine di Yokoyama
203m

È un itinerario ad anello a piedi indicato dal Ministero dell’Ambiente giapponese. Passa dalla Terrazza del Caffè Tenkū, dai belvedere sul crinale e dal prato. Durante una pausa dal viaggio in auto, può essere piacevole aggiungere anche una passeggiata.

La distanza indica la misura approssimativa dell’itinerario a piedi che parte dal Centro visitatori; l’altitudine è quella del monte Yokoyama. Sono valori distinti dalla distanza di sola andata fino alla terrazza e dall’altitudine della terrazza.

Pagina del luogo