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Prefettura di Iwate, Hiraizumi

Una passeggiata autunnale a Chūson-ji Il sentiero tra i cedri e il desiderio racchiuso nel Konjikidō

Chūson-ji non è solo il Konjikidō o l’Hondō, la sala principale: è il nome dell’intero complesso di templi sul monte. Una mattina dei primi di novembre sono scesa con calma lungo il selciato vicino al Konjikidō. Questo è il racconto di un viaggio tra le decorazioni finissime e l’autunno nel viale dei cedri.

Le racconto il paesaggio che ho visto a Chūson-ji in una mattina dei primi di novembre e il mio viaggio.

A Chūson-ji, in autunno, la protagonista scende lungo il sentiero selciato guardando dove mette i piedi. Indossa un cappotto color crema e un abito di maglia color lavanda. Lungo il percorso ci sono una staccionata di bambù, grandi tronchi di cedro e foglie autunnali; oltre gli alberi si intravede un edificio dalle pareti chiare e dal tetto grigio.

AutunnoUna mattina dei primi di novembre

Il sentiero tra i cedri e il desiderio racchiuso nel Konjikidō

Stavo scendendo piano lungo il sentiero vicino al Konjikidō. La luce del mattino filtrava tra i tronchi dei cedri e sul selciato erano sparse le foglie cadute. Dopo aver guardato dove mettere i piedi, ho alzato lo sguardo: avevo un tronco enorme proprio accanto. Il bordo del cappotto leggero ondeggiava a ogni passo e, ripensando al Konjikidō appena visitato, avrei voluto restare ancora un po’ su quel sentiero.

Nel 1124 Kiyohira, capostipite dei Fujiwara di Ōshū, fece posare la trave di colmo del Konjikidō. Avevo sentito che conserva l’aspetto di Chūson-ji ai tempi della sua fondazione e, una volta lì, mi ha colpito subito la minuzia delle decorazioni. Non c’era solo il bagliore della foglia d’oro: si intrecciavano anche gli intarsi in madreperla e altri ornamenti. Non bastava pensare «che bello»: c’erano troppe cose che volevo continuare a guardare.

Ho sentito dire che per gli intarsi in madreperla hanno usato la conchiglia yakōgai. Quindi lavorano le conchiglie per decorare il padiglione in questo modo. Mi ha colpito pensare che un materiale arrivato dal mare adornasse un edificio tra i monti di Hiraizumi. Pensando a quel legame, mi è venuta voglia di guardare più a lungo i piccoli ornamenti davanti a me. Mi ha stupita anche pensare a quanta strada avesse fatto dal mare e a quanto a lungo fosse rimasto lì.

Nel Konjikidō è racchiuso il desiderio di Kiyohira di dare forma concreta alla Terra Pura. A quanto si racconta, voleva condurvi le anime delle persone e degli animali morti durante le guerre e portare la pace in questa regione. Pensavo che fosse famoso soprattutto per il suo splendore, ma quella storia mi è rimasta impressa. Vorrei ricordare insieme la bellezza degli ornamenti e la speranza che custodiscono.

Tornata all’aperto, ho camminato tra i cedri e ho sentito un silenzio diverso da quello del padiglione. A quanto pare, i vecchi cedri lungo il sentiero furono piantati dal clan Date in epoca Edo. Eppure la storia del tempio è proseguita tra l’epoca del Konjikidō e quella dei cedri. Mi sono fermata un momento accanto alla staccionata di bambù e ho guardato le foglie ai miei piedi. Anche la passeggiata d’autunno nel complesso del tempio mi è sembrata legata alla sua storia.

Mentre scendevo lungo il selciato, mi è tornato in mente anche l’Hiraizumi mochi gozen, la specialità che si può gustare davanti al tempio. Ho sentito che ci sono anko, zunda, zenzero e persino zōni: chissà da quale gusto comincerei. Prima il Konjikidō, poi la passeggiata tra i cedri e, alla fine, i mochi. In quel momento preferivo fermarmi più a lungo in questa cittadina, invece di correre alla prossima meta. Ho alzato lo sguardo dalle foglie e ho ripreso a camminare senza fretta.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Prefettura di Iwate, Hiraizumi · Autunno

Specialità locale

Hiraizumi mochi gozen

Un piatto tipico di Hiraizumi, tradizionalmente servito agli ospiti, presentato dal ristorante Gen, proprio di fronte a Tsukimizaka, il sentiero d’accesso di Chūson-ji. Si possono gustare sei varietà di mochi: con anko, zenzero, zunda, gusto piccante, sesamo bianco e nello zōni. Dopo aver percorso il sentiero, mi è venuta voglia di assaggiare un po’ di ogni gusto, dolce e non.

Cosa vedere

Il Konjikidō conserva l’aspetto del 1124

Il Konjikidō fu completato nel 1124 (primo anno dell’era Tenji) per volere di Fujiwara no Kiyohira. Riunisce le tecniche artigianali del periodo Heian, dalla foglia d’oro agli intarsi in madreperla ottenuta dalla conchiglia yakōgai. Oltre allo splendore, mi è venuta voglia di osservare uno per uno tutti i piccoli ornamenti.

La Terra Pura che Kiyohira voleva rappresentare

Ho sentito dire che il Konjikidō custodisce il desiderio di Kiyohira di rappresentare concretamente la Terra Pura, onorare le persone e gli animali morti nelle guerre e portare la pace. Dopo aver conosciuto questa speranza, non potevo certo tornare a casa ricordando soltanto la bellezza del padiglione.

Dati del percorso

Sentiero d’accesso principale a Chūson-ji: Tsukimizaka

È il sentiero d’accesso principale, percorso da secoli da chi si reca all’Hondō e al Konjikidō. Mi piace prendermi il tempo di raggiungere i templi all’ombra dei cedri centenari.

Sia salendo lungo Tsukimizaka verso i templi, sia tornando indietro, mi è venuta voglia di osservare ancora i cedri. Dopo aver visitato il Konjikidō continuavo a camminare piano: anche il sentiero è diventato una parte speciale del viaggio.

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