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Villaggio di Sai, prefettura di Aomori

Un giro in auto a Hotokegaura in estate Dalla piazzola al belvedere, a piedi per vedere le rocce della costa

Le formazioni rocciose di Hotokegaura si allungano per 2 km lungo la costa. Durante il viaggio estivo verso l’Hokkaidō, il giorno prima di imbarcarmi da Ōma a Hakodate, mi sono fermata al belvedere sulla strada per ammirare la costa da lontano. A pranzo, a Sai, ho mangiato un donburi Tairyō guardando lo stretto di Tsugaru.

Il mio viaggio a Hotokegaura e il panorama che ho visto in un pomeriggio d’estate.

Nel parcheggio del belvedere di Hotokegaura, d’estate, la protagonista è in piedi accanto alla cabriolet rossa parcheggiata. Indossa una felpa con cappuccio color lavanda e pantaloncini di jeans; a destra si vedono una scala di legno e una terrazza panoramica, mentre gli alberi nascondono le formazioni rocciose sulla costa.

EstateUn pomeriggio d’estate

Dalla piazzola al belvedere, a piedi per vedere le rocce della costa

Dopo aver risalito la costa del Tōhoku da Ariake, il mio viaggio estivo mi aveva portata fino all’estremità della penisola di Shimokita. La mattina dopo sarei salita sul traghetto da Ōma a Hakodate con l’auto e avrei girato l’Hokkaidō. Il giorno prima della traversata ho deciso di andare da Ōma a Hotokegaura, percorrendo la strada nazionale 338 in direzione di Sai. Mi avevano detto che tra Sai e Kawauchi, nella città di Mutsu, non c’erano distributori di benzina; così ho fatto il pieno prima di partire e ho comprato anche del tè freddo.

La strada costiera ha tante curve e, a ogni svolta, le mie mani non hanno un attimo di tregua sul volante. Con il tetto aperto, nell’auto entrava il vento carico dell’odore del mare; bastava quello per farmi sentire lontanissima da casa. A pranzo sono andata al ristorante Manjūya, al primo piano di Arusas, a Sai. Ho ordinato un donburi Tairyō con il pescato locale e, oltre la grande finestra, si apriva lo stretto di Tsugaru.

Il pesce del donburi cambia con la stagione e con il pescato del giorno. Ho sbirciato nella ciotola prima ancora di prendere le bacchette. A ogni boccone mi arrivava il profumo del mare; mentre guardavo lo stretto oltre la finestra, continuavo a spostare lo sguardo dalla ciotola alla distesa d’acqua, pensando che la mattina dopo l’avrei attraversata in nave.

Nel pomeriggio ho proseguito verso sud oltre il porto di Sai e ho parcheggiato la cabriolet rossa in una piazzola lungo la strada. Intorno c’erano alberi rigogliosi nel pieno dell’estate e, accanto all’auto, le rocce della costa che ero venuta a vedere erano ancora nascoste. Mi sono sistemata i polsini della felpa e mi sono avviata verso il belvedere.

Dal belvedere, oltre un varco tra gli alberi, ho visto le rocce chiare che si innalzano in fila lungo il mare. Era proprio come le descrivono spesso: formazioni insolite color avorio e il mare verde smeraldo. Anche da lontano si capiva che quelle rocce non avevano niente a che vedere con quelle di una spiaggia qualsiasi; con una mano sul parapetto mi sono sporta in avanti. Ho seguito con lo sguardo, una dopo l’altra, le rocce che si allungavano lungo la costa.

Le rocce di Hotokegaura sono fatte di tufo, formato da cenere vulcanica solidificata. Si sono create durante un’eruzione sottomarina di circa 4 milioni di anni fa; poi le onde, la pioggia e il freddo invernale le hanno erose poco a poco, dando loro la forma attuale. Ho sempre pensato che rocce così grandi restassero uguali per sempre, e invece qui continuano a cambiare.

Sulla costa ci sono anche rocce con nomi legati al buddhismo, come Gohyaku Rakan e Hōrai-san. Gohyaku Rakan ha una forma intricata e complessa, mentre su Hōrai-san si vedono i segni lasciati dall’acqua piovana. Da qui non riuscivo a distinguere quale roccia fosse quale, ma qua e là notavo striature verticali: mi sono messa a guardarle con attenzione, chiedendomi se fossero i solchi lasciati dalla pioggia. Avevo sentito anche la storia secondo cui i defunti si fermano qui quando partono per l’aldilà o ne fanno ritorno, e quella delle statue di Jizō giunte a riva, che gli abitanti del luogo custodiscono con cura e considerano protettrici del mare. A quel punto ho abbassato un po’ la voce e ho guardato di nuovo la costa.

Secondo le indicazioni dell’associazione turistica di Sai, il sentiero per scendere alla costa richiede 20–30 minuti solo andata, e al ritorno c’è una ripida salita. La mattina dopo avrei attraversato il mare, così per oggi ho deciso di limitarmi al panorama dal belvedere e di rimandare la visita ravvicinata alle rocce a un altro giorno, quando avrei potuto raggiungerle in battello turistico, con una traversata di circa 30 minuti dal porto di Sai. Chissà quanto più grandi sembreranno, guardandole dal mare.

Sono tornata all’auto, ho controllato quanta benzina restava e ho ripreso la strada costiera verso Ōma. Una volta arrivata in albergo, mi sarei preparata per il traghetto del mattino dopo e sarei andata a dormire presto.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Villaggio di Sai, prefettura di Aomori · Estate

Specialità locale

Donburi di pesce di Sai

Da Manjūya si può ordinare il donburi Tairyō, una ciotola di riso con il pescato locale. L’ho mangiato a pranzo, prima di andare al belvedere, assaporando con calma ogni boccone mentre guardavo lo stretto di Tsugaru oltre la finestra.

Cosa vedere

Il tufo che continua a cambiare forma

Le insolite rocce di Hotokegaura sono fatte di tufo, formato da cenere vulcanica solidificata. Le onde, la pioggia e l’acqua che in inverno penetra nella roccia e gela hanno modellato le forme che vediamo oggi. Quando penso a quanto tempo sia racchiuso nella forma di quelle rocce, anche viste da lontano, non riesco a smettere di guardarle.

Rocce dai nomi buddhisti e antiche leggende

Le rocce hanno nomi legati al buddhismo. Una leggenda racconta che questo sia il luogo in cui i defunti si fermano quando partono per l’aldilà o ne fanno ritorno. Dopo aver visto la costa e aver ripensato a quella storia, mi è venuta voglia di guardarla in silenzio.

Dati sul percorso

Strada costiera per il belvedere di Hotokegaura

Sentiero per scendere alla costa
20–30 minuti, solo andata
Dislivello del sentiero
Circa 100 m

Ho lasciato l’auto nella piazzola lungo la strada e ho raggiunto il belvedere a piedi. Le rocce che non riuscivo a vedere accanto all’auto sono comparse sul mare non appena sono arrivata lassù.

Durante questo viaggio non sono scesa fino alla costa: ho ammirato Hotokegaura dal belvedere lungo la strada. Ho lasciato alla prossima volta la passeggiata sul sentiero fino al mare e una gita in battello per avvicinarmi alle rocce.

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