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Tochigi · Nikkō

Nikkō Un viaggio tra ciliegi, cascate e curve

Il Kongō-zakura del Rinnō-ji, la cascata Kegon-no-taki d’estate e d’inverno, Iroha-zaka vista da Akechidaira. Qui racconto le mie deviazioni stagionali, in luoghi diversi di Nikkō.

In primavera ci sono i ciliegi, d’estate la nebbiolina della cascata, in autunno le curve tra le foglie colorate e d’inverno la cascata circondata dal ghiaccio. Può aprire uno dei miei quattro viaggi a Nikkō scegliendo la stagione che preferisce.

Dal belvedere di Akechidaira, la protagonista indica Iroha-zaka, che si snoda sul pendio coperto di foglie autunnali; poco più in là, un’amica l’ascolta tenendo in mano una lattina di caffè.

AutunnoIn autunno, tra i colori di Iroha-zaka

Indicavo alla mia amica la curva che avrei percorso dopo

Iroha-zaka collega il centro di Nikkō al lago Chūzenji e a Oku-Nikkō. Lungo la seconda Iroha-zaka, in salita, a ogni curva c’è un cartello con «I», «Ro» e «Ha»: a ogni svolta compare la lettera successiva. Mi piacciono i cartelli delle strade statali e, pur tenendo gli occhi sulla strada e le mani sul volante, non riuscivo a non seguire con la coda dell’occhio l’ordine delle lettere. Il periodo migliore per ammirare il foliage va da metà ottobre ai primi di novembre e oggi la montagna era proprio nel pieno dei colori autunnali.

Sono salita lungo Iroha-zaka e ho lasciato l’auto ad Akechidaira. Mentre guidavo tenevo lo sguardo sulla strada e stringevo di nuovo il volante a ogni curva. Sapere che avrei potuto ammirare il percorso dall’esterno mi faceva battere il cuore, anche dopo essere scesa dall’auto.

Sul pendio davanti a me si vedevano diversi tratti di strada che attraversavano i colori d’autunno. Fino a poco prima avevo guardato la montagna dal finestrino; ora potevo abbracciarla tutta con lo sguardo. La mia amica con cui faccio giri in auto era poco più in là con una lattina di caffè in mano e mi ascoltava.

Ho indicato la strada e ho detto: «Chissà, forse dopo passerò di lì». A quel punto mi sono venute in mente altre cose da raccontare: lì c’è una curva, e poi la strada continua ancora. Ero venuta a guardare il panorama e, senza accorgermene, parlavo già del giro in auto del ritorno.

La mia amica mi ha presa in giro: «Ti immagini già al volante?». Mi sono sentita un po’ in imbarazzo. Ero ancora lì in piedi, ma a quanto pare con la mente ero già oltre la curva. Dopo che me l’ha fatto notare, mi sono messa a osservare con calma anche gli alberi intorno alla strada.

Quando ho scattato la foto, ho deciso di includere anche il tratto che avevo appena indicato. Una volta a casa, riguardandola, avrei potuto pensare: «È proprio la strada che ho percorso dopo». Speravo che restasse il ricordo di quella giornata: non solo i colori d’autunno, ma anche la curiosità per il tratto successivo.

Quando siamo tornate alle auto, la mia amica è ripartita per prima e io l’ho seguita con la mia auto rossa. Ho riportato lo sguardo sulla strada e ho stretto il volante: il tempo passato ad ammirare il panorama si è trasformato nel piacere di guidare. Per tutto il tragitto del ritorno ero impaziente di scoprire cosa mi avrebbe aspettata dopo la curva successiva.

Appena ho cominciato a scendere, a ogni curva cambiava la direzione della luce che filtrava tra gli alberi. Con gli occhi sulla strada e le mani sul volante, mi piaceva attraversare un tratto illuminato e subito dopo uno in ombra. L’auto della mia amica davanti a me compariva e spariva oltre le curve.

Sulla prima Iroha-zaka, tornando indietro, ho lasciato l’auto nel parcheggio del belvedere di Ken-ga-mine. Da lì si vedono le cascate Hōtō-no-taki e Hannya-no-taki. Fino a poco prima guardavo soltanto la strada, ma lì mi hanno catturata le due cascate che scendevano tra i monti coperti di foglie autunnali. Anche la mia amica, con la lattina di caffè in mano, le guardava in silenzio.

Ripartita da Ken-ga-mine, vedevo avvicinarsi la fine della sequenza dei cartelli. Quando ho superato l’ultima curva e ho scorto il centro di Nikkō, mi è venuto un po’ di malinconia. In salita mi ero goduta la strada e in discesa avevo incontrato le cascate. Iroha-zaka racchiude così tante cose da scoprire in un unico percorso.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo4 imm.

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  • Tochigi · Nikkō · Autunno

  • Tochigi · Nikkō · Inverno

Specialità locale

La yuba di Nikkō

A Nikkō, la yuba si scrive «湯波». Si raccoglie in un doppio strato, che le dà maggiore spessore, e si può gustare in umido oppure fresca, come sashimi. Dopo aver ammirato i ciliegi o la cascata, mi piacerebbe ritagliarmi del tempo per assaggiare anche la yuba.

Cosa vedere

Il ciliegio Kongō-zakura in primavera al Rinnō-ji

Il Kongō-zakura è un ciliegio dai grandi fiori bianchi, che sbocciano da boccioli rosa, ed è stato designato Monumento naturale nazionale del Giappone. Davanti a un albero dall’età stimata di 500 anni, mi è venuto spontaneo soffermarmi anche sul tronco imponente, non solo sui fiori.

La cascata d’estate e il ghiaccio blu d’inverno

La cascata Kegon-no-taki è larga circa 7 m e alta 97 m. D’estate si può ammirare tra il verde fitto e il flusso impetuoso; d’inverno, le cascatelle intorno gelano e formano il ghiaccio blu. Quando ho rivisto d’inverno il punto in cui d’estate mi aveva sorpresa la nebbiolina, mi sono fermata di nuovo.

La strada tra i colori d’autunno, vista da Akechidaira

Dal belvedere di Akechidaira, lungo la seconda Iroha-zaka, si vede anche la prima. Io indicavo la strada e parlavo soltanto delle curve che avrei percorso al ritorno. Il tempo passato ad ammirare i colori d’autunno finisce per alimentare la voglia di rimettermi al volante.

Dati del percorso

Prima e seconda Iroha-zaka

Percorsi e soste
La seconda Iroha-zaka è in salita, la prima in discesa
Quote e panorami
Dislivello tra il punto più alto e quello più basso: circa 440 m

Le due strade hanno in tutto 48 curve strette. Dal belvedere di Akechidaira, guardando la prima Iroha-zaka, non vedevo l’ora di percorrerla al ritorno.

Il Kongō-zakura del Rinnō-ji e la cascata Kegon-no-taki

Percorsi e soste
In primavera, una tappa al Rinnō-ji; d’estate e d’inverno, alla cascata Kegon-no-taki
Quote e panorami
Dislivello della cascata Kegon-no-taki: 97 m

Il ciliegio Kongō-zakura fiorisce tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Mi piacerebbe tornare alla cascata per vederla tra il verde intenso dell’estate e il ghiaccio blu dell’inverno.

Il nome Iroha-zaka richiama le 48 curve, paragonate ai 48 caratteri dell’iroha. Dopo aver percorso la strada, mi viene voglia di guardare ancora le curve e parlare già della prossima.

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