Mima, prefettura di Tokushima
Primavera tra gli udatsu di Waki-machi La storia sotto i tetti e l’indaco tra le mani
A Waki-machi, tra le mura bianche e le porte a graticcio, sporgono gli udatsu: piccoli muri con un tetto, costruiti sul confine tra una casa e l’altra. Un pomeriggio di maggio ho passeggiato con un fazzoletto tinto con l’indaco di Awa aperto tra le mani. Tenere quel piccolo pezzo di stoffa con me mi ha fatto sentire più vicina la storia di una città che prosperò grazie al commercio dell’indaco: la ritrovavo negli edifici e nel fazzoletto.
Un pomeriggio di maggio ho passeggiato per le vie storiche di Waki-machi con un fazzoletto d’indaco tra le mani. Quando l’ho aperto e ho alzato gli occhi verso i tetti, il passato della città mi è sembrato più vicino.
PrimaveraUn pomeriggio di maggio
Apro il fazzoletto e alzo gli occhi sugli udatsu
Un pomeriggio di maggio, mentre camminavo per le vie di Waki-machi, ho notato sopra le mura bianche e le porte a graticcio una parete sporgente, sormontata da un piccolo tetto. Ecco cosa sono gli udatsu. Le loro sagome si vedono a ogni confine tra una casa e l’altra, e viene voglia di seguirle fino in fondo alla strada. Avevo appena cominciato a camminare, eppure continuavo a fermarmi ogni volta che alzavo lo sguardo.
Gli udatsu erano muri costruiti sul confine con le case vicine e servivano anche a proteggere dagli incendi. Ma indicavano pure il prestigio della famiglia. Fino a quel momento avevo guardato gli ornamenti; poi ho scoperto che quella forma serviva anche a proteggere la casa e ho cominciato a osservare con occhi diversi persino le tegole. Mi è venuta voglia di tornare a vedere anche la casa che avevo appena superato.
Tra le mani avevo un fazzoletto tinto con l’indaco di Awa. L’ho preso per due angoli e l’ho aperto davanti al petto; la luce si posava sulle pieghe della stoffa. Accostato alla manica bianca della camicia, quel blu era così bello che mi è scappato un sorriso. È un fazzoletto piccolo, eppure piegato o aperto sembra un’altra cosa. Sono rimasta un po’ a guardarlo tenendolo tra le mani.
Questa città prosperò grazie ai trasporti fluviali sullo Yoshino e al porto da cui si spediva l’indaco. Le case mercantili davanti a me e il fazzoletto tra le mani erano uniti proprio dall’indaco. Se avessi ascoltato soltanto una spiegazione storica, forse tutto mi sarebbe sembrato lontano; camminando con quel pezzo di stoffa in mano, invece, ho sentito che quella storia si intrecciava anche con il mio viaggio.
Al laboratorio di tintura del Centro di scambio turistico della città di Mima si può provare a tingere con indaco naturale. Oltre ai fazzoletti, si possono tingere anche i tenugui e i sacchetti a coulisse. Guardando il fazzoletto che ho tra le mani, mi è venuta voglia di provare a inventare un motivo da sola la prossima volta. Mi basta chiedermi cosa tingere per godermi ancora di più la passeggiata in città.
Ho ripiegato con cura il fazzoletto e mi sono rimessa in cammino verso il fondo della via. Gli udatsu che avevo guardato all’inizio non mi sembravano più semplici decorazioni sui tetti. Oggi torno a casa con il ricordo del commercio dell’indaco e dei profili delle case storiche che ancora si conservano in città. Quando avrò fame, mi godrò anche un pranzo con ingredienti locali; ho voglia di restare ancora un po’ in questa città.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Da assaggiare in viaggio
Pranzo locale al Centro di scambio turistico di Mima
Nella sala da tè del Centro di scambio turistico della città di Mima si può gustare un pranzo preparato con ingredienti di stagione e prodotti del territorio, incentrato sul pollo Awaodori. Dopo aver passeggiato per il quartiere, anch’io vorrei assaggiare le specialità locali e ripensare agli udatsu che ho visto oggi.
Cosa vedere
Gli udatsu: protezione dal fuoco e segno di prestigio
Gli udatsu sono pareti che sporgono dalla parete del primo piano, sul confine con la casa accanto. Servivano a proteggere dagli incendi e rappresentavano anche un simbolo del prestigio della famiglia. Quando l’ho scoperto, mi sono ritrovata a osservare persino la forma delle tegole.
Il quartiere mercantile fiorito grazie al commercio dell’indaco
Grazie alla navigazione sul fiume Yoshino, via Minami-machi prosperò come porto da cui si spediva l’indaco. Nel 1988 il quartiere è stato riconosciuto come area di tutela per i suoi gruppi di edifici tradizionali di particolare importanza. Quando passeggio con un tessuto d’indaco tra le mani, anch’io sento quella storia più vicina.
Il percorso
Via Minami-machi, Waki-machi
Nel quartiere di Minami-machi, a Waki-machi, nella città di Mima, ho lasciato l’auto e ho passeggiato guardando le gronde delle case mercantili.
Alzo gli occhi sugli udatsu, poi guardo l’indaco tra le mani e riprendo a camminare. C’è un volto della città che si può scoprire solo passeggiando.
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