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Città di Takahashi, prefettura di Okayama

Belvedere sul mare di nubi del castello di Bitchū Matsuyama Due sveglie per andare al castello sopra le nubi

Nelle foto del mare di nubi, il castello sembrava galleggiare da solo sopra la nebbia bianca. Volevo vederlo con i miei occhi. E volevo scoprire che aspetto avesse la montagna in una giornata senza nebbia. Così ho guidato fino a Takahashi in quattro stagioni diverse. Il belvedere sul mare di nubi offre una vista sul castello di Bitchū Matsuyama, arroccato sul monte Komatsu a 430 m di altitudine, dalla cresta di fronte. Dallo svincolo di Kayo si arriva in auto in circa 15 minuti.

Il vero mare di nubi l’ho visto solo in una delle quattro visite. Eppure, ogni volta che sono salita sulla stessa terrazza, il panorama era diverso.

Al belvedere sul mare di nubi del castello di Bitchū Matsuyama, una donna con cappotto grigio e sciarpa rosa appoggia le braccia alla staccionata di legno e guarda il castello. Il mastio spunta dalla montagna di fronte, coperta di foglie autunnali; la nebbia bianca avvolge le montagne.

AutunnoMetà novembre

A ogni movimento della nebbia, la parte bassa del mastio appariva e spariva

Avevo impostato due sveglie. Quando è suonata la prima, avevo già gli occhi aperti. A metà novembre avevo prenotato una notte a Takahashi, vicino al belvedere, per arrivare in tempo al mare di nubi dell’alba. La sera prima ho controllato più volte le previsioni. Si dice che il mare di nubi si formi più facilmente con cielo sereno, una forte differenza di temperatura tra mattina e giorno e poco vento. Le previsioni davano sereno e vento debole. A quel punto non potevo fare altro che affidarmi alla montagna.

Dalla zona della stazione di Bitchū-Takahashi al belvedere ci sono voluti circa 20 minuti in auto, e fuori era ancora buio. I fari della mia cabriolet rossa illuminavano a turno il pendio coperto di foglie autunnali, curva dopo curva. Non c’era un’altra auto. Sulla strada di montagna buia ho guidato con ancora più attenzione del solito. Nello specchietto vedevo le luci della città lungo il fiume, in fondo alla valle, sfumate dalla nebbia. Speravo proprio che quella nebbia salisse fin quassù.

Ho parcheggiato nello spiazzo vicino al belvedere, chiuso il cappotto grigio e sistemato la sciarpa rosa. Sulla terrazza c’erano già due persone che avevano montato i treppiedi. Ho chinato appena il capo e ho detto: «Buongiorno». Un signore anziano mi ha indicato con il mento la montagna di fronte: «Stamattina si vede!».

Ho appoggiato le braccia alla staccionata di tronchi e ho guardato nella direzione che mi aveva indicato. Tra una montagna e l’altra era tutto bianco. Sopra quel mare bianco galleggiava un piccolo tetto, circondato dagli alberi dai colori autunnali. Avevo visto tante volte quella scena in foto, ma dal vivo non si sentiva un suono. Sono rimasta immobile per un po’, quasi dimenticandomi di respirare.

La nebbia sembrava immobile, ma si muoveva piano. Per un istante si scopriva la parte bassa del castello, poi tornava a nascondersi nel bianco. Ogni volta restavo con le braccia appoggiate alla staccionata e cercavo di capire se, a ogni movimento, la nebbia lasciasse scoperta una parte un po’ più bassa del castello. Pensando che quella scena sarebbe scomparsa non appena la nebbia si fosse diradata, mi è sembrato un peccato tirare fuori il telefono. Prima volevo fissarla bene nella memoria.

Il castello che sto guardando sorge sul monte Komatsu, a 430 m di altitudine; questo belvedere si trova su un’altra cresta. È proprio guardandolo dalla montagna di fronte che sembra galleggiare sopra la nebbia. La cresta che avevo seguito con il dito in primavera era quasi tutta coperta: sopra il mare di nubi spuntavano solo le cime. Anche la metà inferiore di quella foto verticale scattata in estate, con il fiume e la città, ora era sepolta sotto il mare bianco. Me l’aspettavo, eppure vederlo davvero mi sembrava quasi incredibile.

Il cielo è passato dal lilla al rosa e la luce del mattino si è diffusa sopra le nubi. A poco a poco, tra il bianco della nebbia è emerso il bosco dai colori autunnali sul monte del castello. Il freddo mi aveva gelato perfino la punta del naso; mi sono tirata su la sciarpa rosa fin sulla bocca con entrambe le mani e il fiato bianco è sfuggito da un lato della sciarpa. Per essermi alzata dopo aver puntato due sveglie, mi merito almeno un piccolo complimento.

Prima di andare via ho ringraziato il signore con un inchino, ma l’estremità della sciarpa si è impigliata nella staccionata e ha rischiato di sciogliersi. Un finale un po’ impacciato, proprio come me. Quando la nebbia si è diradata e la base della montagna ha cominciato a delinearsi, sono tornata allo spiazzo. Dopo essermi alzata così presto, avevo ancora davanti un’intera giornata.

Con il mare di nubi e la montagna dai colori autunnali sullo sfondo, una donna con cappotto grigio si porta la sciarpa rosa alla bocca con entrambe le mani e sorride, lasciando uscire il fiato bianco. In cielo si mescolano i toni rosa e lilla dell’alba.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Takahashi prima dell’alba

A metà novembre, prima dell’alba, una cabriolet rossa sale con i fari accesi lungo una curva della strada di montagna tra gli alberi dai colori autunnali. In fondo alla valle si vedono le luci della città lungo il fiume, un ponte, la nebbia bianca e le stelle in cielo.
Prima dell’alba di novembre sono salita per la strada di montagna che porta al mare di nubi. In fondo alla valle, le luci della città lungo il fiume si confondevano con la nebbia.

Immagini di questo luogo10 imm.

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Specialità da assaggiare in viaggio

Yubeshi di Takahashi

È un dolce a base di mochi, preparato con yuzu locale. A Takahashi si trovano gli yubeshi avvolti, di forma rettangolare e allungata, e quelli tagliati a fette. In primavera ho aperto in auto una confezione avvolta in carta washi e il profumo di yuzu mi ha convinta a mangiarne tre di fila.

Yakisoba al pomodoro di Bitchū-Takahashi, stile indiano

È una specialità di Takahashi: yakisoba al curry con pomodori locali. L’ho mangiato a pranzo in una calda giornata estiva e l’acidità del pomodoro mi ha subito schiarito le idee.

Cosa vedere

Una mattina in cui, sopra la nebbia, affiora solo il tetto

Nelle mattine di mare di nubi, solo la parte alta del monte Komatsu, a 430 m di altitudine, emerge dalla nebbia e il tetto del castello sembra galleggiare. Il belvedere si trova su un’altra cresta e permette di ammirare il castello dall’altro versante, sopra le nubi. La nebbia vera è sempre in movimento: a volte lascia scoperta la parte bassa del castello, a volte la nasconde.

L’unico castello di montagna fra i 12 con il mastio originale

Il castello di Bitchū Matsuyama è l’unico castello di montagna fra i 12 che conservano ancora il mastio originale. Solo perché sorge in alto è possibile vederlo affiorare sopra il mare di nubi.

Dati sul percorso e sul luogo

Come arrivare da Tokyo

Da Tokyo
Circa 700 kmCirca 7 ore e mezza in auto, usando l’autostrada
Autostrade
Tōmei, Shin-Tōmei, Meishin, Sanyō e Okayama
Svincolo più vicino
Kayo IC (autostrada di Okayama)Circa 8 km, 10–15 minuti fino al belvedere
Strada per il belvedere
Strada nazionale 484Salire per la strada di montagna seguendo i cartelli

In auto fino al belvedere sul mare di nubi del castello di Bitchū Matsuyama

In auto dallo svincolo di Kayo al belvedere
Circa 15 minuti
Altitudine del castello che si ammira
430m

Da qui si ammira il mastio del castello sul monte Komatsu, dalla cresta opposta.

Dopo aver lasciato lo svincolo di Kayo, segua i cartelli per la strada nazionale 484 e risalga la strada di montagna. Se pernotta a Takahashi, dalla zona della stazione di Bitchū-Takahashi raggiungerà il belvedere in circa 20 minuti d’auto, in tempo per vedere il mare di nubi all’alba.

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