Città di Uruma, prefettura di Okinawa
Alle rovine del castello di Katsuren Seguendo le mura sinuose fino alla cima della collina, da cui si vede il mare
Le rovine del castello di Katsuren, sito del Patrimonio mondiale, sorgono su una collina della penisola di Katsuren, nella parte centrale dell’isola principale di Okinawa. In un pomeriggio d’aprile, può ammirare dal basso le curve delle mura e poi salire fino al primo recinto, il punto più alto. Da lì si vedono la baia di Kin a nord e, a sud, la penisola di Chinen e l’isola di Kudaka. Io avevo portato con me un chinsukō e, dopo la passeggiata, mi sono concessa una pausa.
Scopra la passeggiata d’aprile tra le mura di pietra e il mare.
PrimaveraUn pomeriggio d’aprile
Seguendo il profilo arrotondato delle mura, verso la collina affacciata sul mare
D’inverno ho preso il traghetto da Kagoshima portando con me l’auto, e così è iniziato il mio lungo soggiorno a Okinawa. Ora che è arrivato aprile, il mio soggiorno sta per finire. Prima di imbarcarmi per il viaggio di ritorno, ho deciso di visitare un sito patrimonio mondiale che non avevo ancora visto; quel pomeriggio sono arrivata in auto alle rovine del castello di Katsuren, nella città di Uruma.
Ho lasciato l’auto nel parcheggio gratuito di Amawari Park e per prima cosa sono andata alla reception del centro di storia e cultura per fare il biglietto d’ingresso. Pensavo di visitare l’esposizione permanente in circa 10 minuti e poi passare alle rovine del castello, ma i racconti sui reperti trovati qui mi hanno subito catturata. Qui sono state ritrovate perfino monete cinesi e ossa di pappagalli tropicali. Mi chiedevo come fossero arrivati fin qui oggetti da così lontano; già prima di mettermi in cammino, l’immaginazione aveva cominciato a correre.
In un pomeriggio d’aprile mi sono fermata ai piedi del pendio delle rovine del castello di Katsuren e ho alzato lo sguardo sulle mura. Le mura salivano una sull’altra, con curve morbide: un profilo un po’ diverso da quello che mi ero immaginata per un castello. Prima di dirigermi verso la scalinata, ho seguito con gli occhi il bordo del muro: sembrava proseguire fino al cielo sopra la collina.
Il vento mi attraversava le maniche della camicetta lilla chiaro. Le pietre davanti a me avevano una superficie irregolare, piena di piccoli rilievi e avvallamenti. Dal basso si capiva bene lo spessore dei muri, costruiti strato su strato. A quanto pare, il castello sfruttava la conformazione naturale del terreno ed era circondato da mura di pietra calcarea. All’inizio mi ero soffermata solo sulle curve eleganti, poi ho cominciato a notare anche la forma della collina sottostante.
Sono salita di qualche gradino e mi sono voltata. Un attimo prima il muro era sopra la mia testa; ora mi appariva in diagonale, più in basso. Bastava salire un gradino e cambiava anche la porzione di mare che riuscivo a vedere. Dal terzo recinto in poi, i gradini di pietra diventano più ripidi e il vento si fa più forte. Tenendo con una mano l’orlo della gonna, sono salita un gradino alla volta, controllando dove mettevo i piedi.
Dopo aver ripreso fiato, sono arrivata al primo recinto, il punto più alto, e la vista spaziava ben oltre la baia di Kin. Ho aperto le braccia e mi sono lasciata investire dal vento, che mi arrivava dritto addosso. Ora vedevo le mura arrotondate, che poco prima avevo guardato dal basso, incurvarsi lungo il pendio ai miei piedi; seguendole con un dito, riuscivo a ritrovare il punto da cui le avevo ammirate.
Nel primo recinto si trova il luogo sacro di Tamano Miuji, dedicato alla divinità protettrice del signore del castello. Qui una grande roccia è venerata come pietra sacra che protegge Katsuren. A una certa distanza, mi sono fermata e ho congiunto le mani in preghiera. Si ritiene che un tempo il portale di questo recinto avesse la forma di un arco, decorato con bassorilievi simili a viticci. Mentre immaginavo quel portale che oggi non c’è più, ho guardato dall’alto i gradini che avevo appena salito.
A quanto pare, nel XV secolo il signore Amawari, che aveva qui la sua roccaforte, rese prospera la regione grazie agli scambi con l’estero. Nell’«Omoro Sōshi», raccolta di antichi canti di Okinawa, si trovano anche versi che paragonano la prosperità di Katsuren a quella della capitale di Yamato e di Kamakura. Guardando il mare, mi è tornato in mente quel racconto e ho immaginato le monete e le ossa di pappagallo di cui avevo scoperto l’esistenza nell’esposizione attraversare queste acque per arrivare fin qui. Una folata mi ha spinto i capelli contro la guancia; li ho scostati piano con una mano.
Tornata giù, ho tirato fuori il chinsukō che avevo portato con me. Ho ripiegato un po’ la carta e l’ho portato alle labbra senza staccare gli occhi dalle mura. Al primo morso il chinsukō si è sbriciolato sotto i denti, e subito la sua dolcezza si è diffusa in bocca. Dopo tutta la salita, mi è sembrato ancora più buono.
Mentre finivo piano il resto, ripensavo a quello che mi aspettavo prima di venire. Mi immaginavo un «castello con vista sul mare», invece la prima immagine che mi viene in mente è quella delle mura arrotondate, guardate dal basso. Ho fatto in modo che anche l’ultimo pezzetto finisse sulla carta e poi ho piegato con cura il sacchetto.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Specialità locale
Chinsukō
Il chinsukō è un dolce da forno molto amato a Okinawa; lo strutto gli dà una consistenza friabile. Ne ho portato uno con me e l’ho mangiato ai piedi delle mura. Dopo la passeggiata, quel boccone dolce mi ha fatto proprio piacere.
Cosa vedere
Le mura sinuose che seguono la forma della collina
Le rovine del castello, circondate da mura di pietra calcarea che sfruttano la conformazione naturale del terreno, sono state iscritte nel Patrimonio mondiale nel 2000. Ho ammirato dal basso le mura arrotondate, poi sono salita di recinto in recinto lungo i gradoni. Quando mi sono accorta che il muro che un attimo prima avevo sopra la testa ora era sotto di me, e davanti si apriva il mare, ho allargato le braccia per accogliere il vento.
Il castello di Amawari, prospero grazie ai commerci
A quanto pare, nel XV secolo il signore Amawari rese prospera la regione grazie agli scambi con l’estero. Sono state ritrovate anche ceramiche cinesi e del Sud-est asiatico. Guardando il mare da qui, si sente il legame tra la storia del castello e queste acque.
Informazioni per visitare le rovine
Passeggiata alle rovine del castello di Katsuren
- Tempo di visita
- Circa 40–50 minuti
- Altitudine delle rovine del castello
- Circa 60–98 m
Dal primo al quarto recinto, il castello si sviluppa in gradoni lungo il pendio. Io ho ammirato le mura dal basso prima di salire.
Il tempo di visita indicato dal sito ufficiale è di circa 40–50 minuti. Può fermarsi con calma a osservare la forma delle mura e a godersi il mare dall’alto.
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Mappe e fonti
Fonti ufficiali consultate
- Sito ufficiale del turismo di Okinawa, Okinawa Monogatari | Rovine del castello di Katsuren (si apre in una nuova scheda)
- Sito ufficiale delle rovine del castello di Katsuren | Informazioni sul sito (si apre in una nuova scheda)
- Sito ufficiale delle rovine del castello di Katsuren | Domande frequenti (si apre in una nuova scheda)
- Okinawa Monogatari | Piatti tipici (si apre in una nuova scheda)