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Kurobe e Unazuki

Unazuki Onsen Una passeggiata tra i monti autunnali e un dolce nella città termale

In autunno non vedo l’ora di camminare nella gola e assaggiare Omokage. D’inverno voglio guardare i tetti innevati e rilassarmi a lungo nell’acqua calda. Ogni volta che torno in una stagione diversa, cambia un po’ anche il modo in cui mi va di trascorrere il tempo qui.

Nelle schede d’autunno e d’inverno può leggere i miei racconti tra montagna e città termale.

Una donna in cappotto beige gusta un dolce accanto a una cabriolet rossa, con i monti autunnali e la stazione di Unazuki sullo sfondo.

AutunnoUn pomeriggio d’autunno davanti ai monti coperti di foglie colorate

Mentre mangio un dolce, continuo a guardare i monti

Volevo fermarmi una notte a Unazuki, passeggiare lungo la gola tra i monti d’autunno e, la sera, immergermi nelle acque termali della città. Così sono arrivata da Ariake con la mia cabriolet rossa. Ho seguito la strada lungo il fiume Kurobe fino alla città termale e ho lasciato l’auto nel parcheggio davanti alla stazione di Unazuki, che può ospitare circa 350 auto. Quando ho alzato lo sguardo, oltre la stazione c’era già la montagna. Gli alberi ingialliti coprivano tutto il pendio, così vicini agli edifici. Rispetto ai soliti parcheggi in città, la vista che mi accoglieva alzando gli occhi era tutta un’altra cosa.

Prima di raggiungere la locanda, ho scelto la passeggiata Yamabiko. Dalla stazione ho seguito verso la diga il vecchio tracciato su cui passava il trenino. Qui il fiume mi sembrava molto più vicino che all’ingresso della città termale.

Mi sono fermata sul Vecchio ponte Yamabiko e, dall’altra parte, ho visto un ponte rosso. Sullo stesso fiume, il ponte pedonale su cui camminavo io e quello ferroviario attraversato dai treni correvano uno accanto all’altro. Dopo aver scattato una foto, ho aspettato un po’ vicino alla ringhiera, sperando di vedere passare il treno. Ho letto che il ponte si chiama Yamabiko perché il rumore dei treni risuona nella città termale come un’eco. Ho teso l’orecchio e trattenuto il respiro per un istante: chissà se riuscivo a sentirla anch’io.

Oltre il Vecchio ponte Yamabiko cominciava un tunnel. L’ho attraversato nell’aria fresca e, all’uscita, ho trovato un belvedere da cui ammirare la diga di Unazuki. Sono passata di colpo dal buio alla luce, e davanti a me si sono aperti insieme la diga e i monti dai colori autunnali. Mi è scappato un «Wow!».

Mi hanno raccontato che il sentiero, dopo essersi collegato a una strada, prosegue verso il lago di Unazuki e le terme di Tochi-no-yu. Oggi ho deciso di tornare indietro dopo aver visto la diga. Ripercorrendo il sentiero, ho continuato a riguardare la foto sul telefono: volevo capire quanta luce ci fosse all’uscita del tunnel.

Tornata nella città termale, ho scelto Omokage, il dolce simbolo della pasticceria Fukutaya. Sono tornata all’auto, mi sono sistemata la manica del cappotto beige e ho aperto la confezione. All’interno c’erano del morbido gyūhi e dell’anko liscio, racchiusi nella sottile cialda rossa e bianca. Mi dispiaceva mangiarlo in un boccone, così l’ho assaggiato a piccoli morsi, cominciando dal bordo. Ho letto che Omokage rappresenta i rododendri della gola di Kurobe. Pare che abbia anche ricevuto il Premio del Primo Ministro all’Esposizione nazionale di pasticceria. Sapendolo, anche la forma della cialda bianca e rossa mi è sembrata quella di un petalo.

Mentre lo mordicchiavo, continuavo a guardare verso i monti. Ho letto in una guida turistica che un tempo la zona di Unazuki era un altopiano di nome Momohara, ricoperto da un bosco di peschi. E pensare che oggi ci sono i monti dai colori autunnali e una città termale! Sapere com’era un tempo, qualcosa che il solo nome della città non lascia immaginare, mi ha fatto guardare con curiosità la salita davanti alla stazione.

Stavo scegliendo le foto da mandare alla mia amica con cui faccio giri in auto, quando mi è venuta voglia di fotografare anche il momento in cui mangiavo il dolce. Non volevo conservare solo il paesaggio: anche questa piccola pausa faceva parte del viaggio di oggi. Ho scattato una foto con Omokage in mano e poi mi sono preparata per raggiungere la locanda. Stasera alle terme voglio scaldare per bene le gambe dopo la passeggiata.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini del paesaggio2 imm.

  • Kurobe e Unazuki · Autunno

  • Kurobe e Unazuki · Inverno

Sapori da provare in questo luogo

Omokage

Il dolce simbolo della pasticceria Fukutaya. La pasta liscia di fagioli rossi è avvolta nel gyūhi e racchiusa tra due sottili cialde, una bianca e una rossa. Mi dispiaceva mangiarlo in un boccone, così l’ho assaggiato a piccoli morsi, cominciando dal bordo.

I posti in cui voglio fermarmi

La passeggiata Yamabiko verso la gola

Camminando sul tracciato del vecchio trenino, dal Vecchio ponte Yamabiko si possono ammirare il Nuovo ponte Yamabiko e il fiume Kurobe. Dopo aver scattato una foto sul ponte, sono rimasta vicino alla ringhiera ad aspettare che arrivasse il treno.

Una città termale nata nel 1923

Unazuki è una località termale nata grazie all’acqua convogliata da Kuronagi Onsen. Dopo una passeggiata nella gola, voglio fermarmi un po’ nella città termale lungo il fiume.

La passeggiata dopo aver lasciato l’auto

Passeggiata Yamabiko: stazione di Unazuki–diga di Unazuki

Distanza a piedi
Circa 1 km solo andata
Origine del percorso
Tracciato dell’antica linea del trenino

Dal Vecchio ponte Yamabiko si ammirano il Nuovo ponte Yamabiko e il fiume Kurobe.

Il percorso verso la diga permette di avvicinarsi alla gola. Tenga da parte il tempo per tornare alla città termale e riposarsi dopo la passeggiata.

Pagina del luogo