Area di sosta Michi-no-EkiShimonoseki, prefettura di Yamaguchi
Area di sosta Michi-no-Eki Kitaura Kaidō Hōhoku
È l’area di sosta più vicina al ponte di Tsunoshima: in auto ci vogliono circa 10 minuti. Si trova su una collina lungo la Kitaura Kaidō (strada nazionale 191), con il porto peschereccio di Waku ai suoi piedi e il ponte di Tsunoshima sulla linea dell’orizzonte. Dopo averlo ammirato da qui, avrà ancora più voglia di percorrere il ponte sul mare.
Per ogni stagione racconto il giorno in cui mi sono fermata.
PrimaveraQuando fiorisce la colza
Dalla collina cerco il ponte che sto per attraversare
Era la mia seconda volta a Tsunoshima, nella stagione dei fiori di colza. La volta scorsa ero andata dritta all’isola in auto, quindi non avevo fatto sosta su questa collina. Oggi sono arrivata in moto, seguendo una curva dopo l’altra lungo la costa della Kitaura Kaidō. Prima di attraversare il ponte, volevo proprio fermarmi qui a guardarlo.
Quando sono salita sulla terrazza panoramica in cima alla collina, sotto di me c’era un piccolo porto peschereccio. Le barche bianche erano allineate; al di là del frangiflutti, già si apriva il mare. Mi sono appoggiata alla ringhiera, ho fatto ombra con una mano e ho cercato l’orizzonte: una linea sottile si allungava verso l’isola. Era il ponte di Tsunoshima. Molto più sottile di quanto pensassi. E pensare che l’altra volta ci avevo guidato sopra… mi sembrava quasi impossibile.
Quando ho scorto persino il profilo dell’isola in fondo a quella linea sottile, non vedevo l’ora di risalire in moto e percorrere il ponte. Continuavo a battere la punta dello stivale senza accorgermene. Vedere da lontano il ponte prima di attraversarlo: ho deciso che sarà la prima cosa da fare ogni volta che vado a Tsunoshima.
EstateAgosto
Ho annusato il sacchetto: non sono riuscita ad aspettare di arrivare a Tsunoshima
Ad agosto sono arrivata in moto percorrendo la Kitaura Kaidō. A ogni curva della strada nazionale 191 lungo la costa, il Mar del Giappone si apriva all’improvviso davanti a me e mi scappava un gridolino sotto il casco. Il vento portava con sé l’odore del mare: bastava guidare per sentirmi già in piena vacanza estiva.
Ho parcheggiato la moto davanti all’area di sosta, il cui tetto si incurva come un paio d’ali. Pare che al panificio «Maison de la Mer» ci sia anche pane preparato con frutta e verdura di Hōhoku. Ci ho messo un bel po’ a decidere cosa prendere.
Ho preso il sacchetto di carta e sono tornata alla moto. Pensavo di mangiare guardando la spiaggia di Tsunoshima, ma dal sacchetto saliva il profumo del pane appena sfornato e, senza accorgermene, mi sono ritrovata con il viso vicino al sacchetto e gli occhi chiusi. No, non ce la faccio ad aspettare. Ne ho staccato solo un pezzettino da un bordo: era ancora caldo e soffice. Ho lasciato il casco sul sellino e ho dato un altro morso. Quando sono arrivata a Tsunoshima, nel sacchetto ne era rimasta giusto la metà.
AutunnoFine ottobre
Il ponte che ho attraversato diventa una sagoma scura al tramonto
Era autunno, e mi trovavo a Yamaguchi per un lungo giro in moto. Al ritorno da Tsunoshima, sono ripassata da questa collina un’ultima volta prima che tramontasse il sole. A quanto pare, la chiamano «la collina dove incontrare il mare e il tramonto». Con il casco tra le braccia, mi sono fermata accanto alla ringhiera della terrazza panoramica.
Man mano che il sole scendeva verso il mare, il porto peschereccio ai miei piedi si tingeva d’arancione. Sulla linea dell’orizzonte, il ponte di Tsunoshima diventava sempre più sottile e la sua sagoma finiva per unirsi a quella dell’isola. Avevo attraversato quel ponte proprio oggi. Sentivo ancora addosso il vento che soffiava forte lassù e il rumore del motore, eppure ormai mi sembrava un paesaggio lontanissimo.
Perché la fine di una giornata così bella arriva sempre all’improvviso? Mi si è stretto il cuore e non avevo proprio voglia di pensare al viaggio di ritorno. Però, dopo aver guardato il sole finché non è sparito del tutto, mi sono sentita subito più tranquilla. Potrò sempre tornare a percorrerlo. Quel ponte sarà ancora lì, proprio lì, anche l’anno prossimo.
InvernoFine gennaio
Mi porto a Tokyo un sacchetto pieno di verdure invernali
Era la fine di gennaio, l’ultimo giorno di un viaggio di tre giorni nella prefettura di Yamaguchi in pieno inverno. Sono passata di nuovo da quest’area di sosta con la capote della cabriolet chiusa. Il vento che arrivava dal Mar del Giappone era gelido e, appena sono scesa, mi bruciavano le guance. Mi sono rimessa a posto il berretto di lana bianco, tirandolo fin sopra le orecchie.
Da Hōhoku Yume Ichiba c’erano pesce e frutti di mare pescati in zona, oltre alle verdure locali. Dopo averci pensato un bel po’, ho scelto un daikon bello grosso e dei cipollotti giapponesi a gambo lungo. Me li hanno messi in un sacchetto di carta; le punte dei cipollotti e le foglie del daikon spuntavano dal sacchetto, e già questo mi rendeva felice.
Domani prendo il traghetto per tornare a Tokyo. La sera stessa, una volta a casa, preparerò un bel nabe con questo daikon. Mi piace sistemare in cucina le verdure che ho comprato durante il viaggio: mi sembra di prolungarlo di un altro giorno. Quando sono tornata alla macchina con il sacchetto stretto fra le braccia, ne usciva un lieve odore di terra.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Informazioni sull’area di sosta Michi-no-Eki
È l’area di sosta più occidentale di Honshū, lungo la strada nazionale 191, nel territorio di Hōhoku a Shimonoseki, prefettura di Yamaguchi. Qui può trovare specialità di mare e di montagna che cambiano con le stagioni. La zona è compresa nel Parco quasi-nazionale della costa di Kita-Nagato.
Dalla terrazza panoramica in cima alla collina si vede tutta Tsunoshima; ai piedi della collina c’è il porto peschereccio di Waku e, sulla linea dell’orizzonte, si scorge il ponte di Tsunoshima. Nell’area si trova anche il tumulo funerario di Waku, costruito nella seconda metà del VI secolo. Poiché la camera sepolcrale ricorda un forno, a quanto pare un tempo il tumulo era chiamato «il forno dell’orco».
Gli agricoltori e i pescatori della zona portano qui verdure fresche e prodotti del mare. Al ristorante può gustare piatti preparati con pesce e frutti di mare di Kitaura, ammirando il Mar del Giappone e Tsunoshima.
Cosa fare qui
Hōhoku Yume Ichiba
Ci sono due vasche con pesce e frutti di mare freschi pescati nella zona di Hōhoku. Oltre alle verdure e alla frutta coltivate localmente e alle specialità del posto, si vendono anche piatti a base di pesce di Kitaura che si trovano solo qui.
Wakuwaku-tei
Un ristorante dove può gustare piatti preparati con pesce fresco di Kitaura, soprattutto quello pescato nella zona di Hōhoku. Durante la stagione del calamaro di Kottoi, è disponibile anche l’ikizukuri, il sashimi preparato con il calamaro ancora vivo.
Maison de la Mer
Un panificio con tante varietà appena sfornate, dai pani preparati con frutta e verdura di Hōhoku ai grandi classici.
Dove si trova
L’indirizzo è 314-1 Kanda-kami, Hōhoku-chō, Shimonoseki, prefettura di Yamaguchi. Dallo svincolo di Shimonoseki sull’autostrada Chūgoku si arriva in circa 70 minuti seguendo la strada nazionale 191; dallo svincolo di Mine ci vogliono circa 60 minuti lungo la strada nazionale 435. Il ponte di Tsunoshima dista circa 10 minuti in auto. Di fronte all’area di sosta c’è una fermata dell’autobus; il parcheggio e i servizi igienici all’aperto sono accessibili 24 ore su 24.
Altre aree di sosta
Le va di fermarsi ancora una volta lungo il tragitto?
Mappe e fonti
Fonti ufficiali consultate
- Area di sosta Michi-no-Eki Kitaura Kaidō Hōhoku (sito ufficiale) (si apre in una nuova scheda)
- Oidemase Yamaguchi-e (area di sosta Michi-no-Eki Kitaura Kaidō Hōhoku) (si apre in una nuova scheda)
- Area di sosta Michi-no-Eki Hōhoku (per vedere i reperti del tumulo funerario di Waku presso l’area di sosta Hōhoku) (si apre in una nuova scheda)