Sumoto, prefettura di Hyōgo
In auto alle rovine del castello di Sumoto Dal parcheggio nel bosco al mare oltre le mura di pietra
Nel parcheggio in cima al monte non si vedevano ancora né il mare né il castello. Ho attraversato il bosco e salito la grande scalinata di pietra: davanti a me si è aperta la vista sulla città di Sumoto e sulla baia di Osaka. Quella vista, che ho scoperto solo dopo essere scesa dall’auto, non la dimenticherò.
La passeggiata di inizio estate nel bosco fino alle rovine del castello, con i dettagli da osservare tra le mura di pietra e sulla piattaforma del mastio.
EstateUn pomeriggio di inizio estate
Sistemo lo zaino e vado in cerca del mare che ancora non si vede
Nel pomeriggio di inizio estate ho percorso la strada che sale al monte Mikuma. Occhi avanti, mani sul volante; poi ho parcheggiato in cima. Quando ho aperto la portiera, il rumore del motore, che avevo sentito fino a un attimo prima, era sparito; in compenso, il suono del vento tra gli alberi si è fatto più vicino. Eppure non ero lontana dalla città: mi è sembrato di ritrovarmi all’improvviso nel bosco.
Accanto all’auto mi sono sistemata gli spallacci dello zaino e mi sono voltata verso il sentiero. Ho lasciato aperta la giacca nera e allungato un po’ il collo. Pensavo che il castello si vedesse subito, invece da lì comparivano solo gli alberi e la siepe. E proprio perché non riuscivo a vederlo, mi è venuta ancora più voglia di scoprire il panorama che mi aspettava.
Ho iniziato a camminare verso le rovine, calpestando la ghiaia fine. All’ombra degli alberi l’aria fresca mi sfiorava le guance. Non pensavo che il piacere di camminare continuasse anche dopo aver parcheggiato. Ho deciso di prendermela con calma e di esplorare bene le rovine, senza affrettarmi sulla via del ritorno.
In cima alla grande scalinata c’era il recinto principale del castello, circondato dalle mura di pietra. Ho alzato lo sguardo verso gli enormi blocchi sovrapposti e mi è venuto naturale inclinare la testa all’indietro. Chissà che panorama si apriva davanti agli antichi quando decisero di costruire qui un castello. Verso la piattaforma del mastio ho accelerato appena il passo.
Quando ho alzato lo sguardo, mi si è spalancato davanti il panorama della città e del mare. Avevo appena lasciato l’auto nel bosco, eppure da lì lo sguardo arrivava lontanissimo. Mi è scappato un grido; poi non sono riuscita a dire più nulla. Guardando le case arrivare quasi fino al mare, mi sono resa conto di quanto il castello si erga proprio sopra il centro abitato di Sumoto.
L’edificio sulla piattaforma del mastio non è una ricostruzione fedele del castello antico: è un mastio d’imitazione, costruito a scopo commemorativo. Mi aveva attirata la sua forma graziosa, ma osservando di nuovo anche le possenti mura di pietra tutt’intorno ho capito che questo era un luogo pensato per difendersi. Pensavo di fotografare solo l’edificio; alla fine ho voluto immortalare anche la scalinata e le mura.
Dopo aver fatto il giro, sono tornata per la strada da cui ero arrivata. Quando mi sono tolta lo zaino accanto all’auto, ho sentito le spalle alleggerirsi di colpo. Il mare che non si vedeva al parcheggio ora mi tornava in mente anche a occhi chiusi. Ho fatto proprio bene a mettermi in cammino da quel parcheggio; prima di aprire la portiera mi sono voltata ancora una volta verso il sentiero che portava alle rovine.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Specialità da assaggiare durante il viaggio
Canelé e chiffon cake alle rovine del castello
Al 046cafe, nel recinto principale, sono proposti canelé e chiffon cake preparati con particolare attenzione agli ingredienti locali. Dopo aver salito la scalinata, viene voglia di concedersi anche una pausa dolce.
Cosa vedere
La città e la baia di Osaka viste dall’alto
Le rovine sorgono sulla cima del monte Mikuma e da qui si domina la città di Sumoto e la baia di Osaka. Per me, che ero arrivata dal parcheggio nel bosco, il momento più bello è stato vedere il panorama aprirsi tutto insieme davanti a me.
Le mura che risalivano il pendio fra i due castelli
Resta un tratto delle mura di pietra che collegavano il castello superiore e quello inferiore. Sapere che si estendevano lungo il pendio per difendere il castello mi fa venire voglia di guardare meglio come si incastrano le pietre.
Strade e tratti a piedi
Dal parcheggio delle ex scuderie del castello di Sumoto alle rovine
- Dal parcheggio delle ex scuderie alla piattaforma del mastio
- 6 minuti a piedi
- Altitudine del monte Mikuma
- 133m
Si sale in auto fino al parcheggio in cima al monte e da lì si prosegue a piedi verso la piattaforma del mastio. Per me, la visita alle rovine è cominciata già mentre sistemavo lo zaino.
I 6 minuti a piedi sono indicati nelle informazioni sul parcheggio della città di Sumoto; i 133 m compaiono nella scheda della prefettura sul monte Mikuma. Il primo dato indica il tempo a piedi dal parcheggio, il secondo l’altitudine del monte.
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