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Prefettura di Okinawa

Manzamo Un pomeriggio d’estate con tutto il vento del mare addosso

La roccia che ricorda la proboscide di un elefante e, oltre, l’ampia distesa del Mar Cinese Orientale. A Manzamo ho allargato le braccia: mi è bastato inspirare a fondo per ritrovarmi a sorridere. Qui trova il racconto estivo e i punti d’interesse da cui ammirare il panorama.

Dopo aver letto il racconto estivo, può scoprire i punti d’interesse di Manzamo.

La protagonista, con un cappello di paglia, allarga le braccia davanti alla scogliera di Manzamo a forma di proboscide d’elefante e al Mar Cinese Orientale

EstateUn pomeriggio di luglio

Ho aperto le braccia e mi sono lasciata attraversare dal vento di mare

Era un pomeriggio di luglio e a Manzamo guardavo il mare. Davanti a me si protendeva un’enorme sporgenza rocciosa, con una cavità che si apriva proprio sotto. Mi avevano detto che ricordava una proboscide d’elefante e, sì, somigliava davvero. Credevo di essermi già fatta un’idea della sua forma dalle foto, ma quando ho visto le onde arrivare fin sotto la roccia, per un po’ sono rimasta senza parole.

Dal mare arrivava il vento e mi sollevava i capelli. Per fortuna avevo legato il laccetto del cappello di paglia. Ho sfiorato la tesa e, quando ho abbassato la mano, il vento mi scivolava sulle guance. Ero venuta per il panorama, ma sentire anche un vento così piacevole mi è sembrato un regalo in più.

Ho aperto le braccia e ho inspirato a fondo. L’aria mi ha riempito il petto e le spalle si sono rilassate. Mentre ridevo con le braccia ancora aperte, mi è sembrato di essere diventata grande quasi quanto quella proboscide di roccia. Certo, rispetto alla roccia ero minuscola, ma solo nelle dimensioni: in quel momento mi sentivo enorme.

Quando ho smesso di ridere, ho guardato di nuovo la cavità nella roccia. Prima ero concentrata solo sulla sua forma, ma ogni volta che le onde si infrangevano lì sotto sentivo quanto fosse imponente. Il prato sull’altopiano, la scogliera ruvida e il mare che si estendeva fin dove arrivava lo sguardo. Bastava spostare gli occhi da un punto all’altro per rimanere di nuovo senza fiato, davanti allo stesso panorama.

Il nome di Manzamo deriva, secondo la tradizione, dalle parole con cui re Shō Kei lo lodò: «un prato abbastanza ampio da permettere a diecimila persone di sedersi». Quando ci ripenso, mi chiedo se anche le persone di allora provassero la stessa gioia davanti a un altopiano così ampio. Io, invece di perdermi in pensieri complicati, avevo già voglia di spalancare le braccia: quell’ampiezza mi era arrivata dritta al cuore.

Prima di andare via mi sono fermata ancora un po’ a sentire il vento di mare. La cosa che voglio ricordare più di tutte è il momento in cui ho visto la roccia per la prima volta e il sorriso che mi è venuto dopo aver inspirato a fondo. Quando ne parlerò alla mia amica con cui faccio giri in auto, mi sa che finirò per allargare le braccia anch’io. Forse così riuscirò a spiegarle quanto mi sono sentita bene.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Prefettura di Okinawa · Estate

Specialità locali

Cucina delle Ryūkyū da gustare a Manzamo

Al primo piano del centro turistico dell’area di Manzamo c’è il ristorante Matsunoshita, che propone la cucina delle Ryūkyū. Dopo aver ammirato il panorama, può scegliere di mangiare nella stessa struttura. Dopo essermi goduta la brezza marina, anch’io vorrei inserire nel viaggio un momento dedicato ai piatti di Okinawa.

Cosa vedere

Una scogliera che ricorda la proboscide di un elefante

Sulla scogliera di calcare delle Ryūkyū si protende una roccia che ricorda la proboscide di un elefante. Ammirandola insieme al mare, si percepisce quanto sia imponente. Ogni volta che le onde arrivavano fin sotto la roccia, io restavo lì a guardarle.

Un altopiano coperto da un prato naturale

Sull’altopiano di Manzamo si estende un prato naturale; la vegetazione circostante è stata dichiarata monumento naturale dalla prefettura di Okinawa. Non c’è solo il mare: anche questa distesa merita di essere ammirata. Guardandomi intorno con il vento addosso, sentivo il petto aprirsi: mi è venuto da sorridere.

Le parole del re Shō Kei all’origine del nome

Si racconta che il nome di Manzamo venga dalle parole con cui re Shō Kei lo lodò: «un prato abbastanza ampio da permettere a diecimila persone di sedersi». Mentre lo ammiravo, anch’io ho allargato le braccia senza pensarci. Forse la meraviglia davanti a tanta ampiezza è la stessa, anche quando passano i secoli.

Come arrivare e godersi il tragitto

Verso Manzamo, nel comune di Onna

Dall’aeroporto di Naha, su strade ordinarie
Circa 1 ora e 15 minuti
Destinazione
Centro turistico dell’area di Manzamo

Il tragitto dall’aeroporto di Naha, percorrendo strade ordinarie, dura circa 1 ora e 15 minuti. Dalla statale 331 prosegua sulla 58; una volta raggiunto il comune di Onna, segua i cartelli per Manzamo. Quando penso alla vista sul mare, non vedo l’ora di arrivare.

Sulla mappa può aprire il centro turistico dell’area di Manzamo. Una volta sul posto, si conceda un momento per ammirare la scogliera e il Mar Cinese Orientale.

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