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Hokkaidō · Hakodate

Monte Hakodate Tra i due mari si stendevano le luci della città

Una notte di gennaio, dalla cima del Monte Hakodate, ho guardato a lungo le luci della città distese fra i due mari. Ho provato a trovare le parole, ma sono rimasta in silenzio: legga il racconto di quel momento.

In quella notte d’inverno mi sono fermata a guardare il confine tra il mare buio e le luci della città. Seguendone il profilo con lo sguardo, stavo quasi per dimenticarmi persino dell’ora di tornare.

La protagonista, in cappotto invernale, è ripresa di tre quarti da dietro mentre osserva la vista notturna di Hakodate, fra la baia di Hakodate e lo stretto di Tsugaru, con le mani raccolte davanti al petto

InvernoNotte di gennaio

Dopo «Che meraviglia», non mi è venuto altro da dire

Salendo sulla cima del Monte Hakodate, ho sentito l’aria fredda sfiorarmi le guance. Nella notte di gennaio ho infilato il mento nel bavero del cappotto e mi sono voltata verso le luci della città. Nel momento in cui si sono distese davanti a me, i pensieri di poco prima sono svaniti.

Il mare si stendeva ai due lati della città. Le luci disegnavano una striscia che si stringeva al centro, per poi allargarsi di nuovo più in là. La forma mi ricordava quella delle foto, ma dal vivo percepivo anche il buio del mare. Ero venuta per guardare la città, eppure non riuscivo a staccare gli occhi da ciò che la circondava.

Dopo aver detto «Che meraviglia», non mi è venuta nessun’altra parola. Sono rimasta a guardare il punto in cui la città si fa stretta, con le mani giunte davanti al petto. Mi sono chiesta cosa avrei potuto raccontare agli altri, poi ho deciso di rimandare le spiegazioni: volevo restare ancora un po’ a guardare.

Prima di salire, pensavo che avrei scattato una bella foto. Invece mi sono persa a guardare il panorama prima ancora di tirare fuori la fotocamera e non avevo ancora fatto nemmeno uno scatto. «Ma io, per cosa sono venuta?» mi sono chiesta per un attimo, poi mi sono detta ridendo: «Ah, giusto, per il panorama». Prima ancora di fotografarlo, era un panorama che volevo ricordare.

Ho spostato lo sguardo dal margine della città al mare, poi di nuovo verso le luci. Anche la città che avevo attraversato a piedi poco prima è lì, in mezzo a tutto questo. Le strade e gli edifici che avevo visto da vicino, da qui diventavano il panorama di un’intera città. A pensarci, più che una veduta notturna sconosciuta, Hakodate mi sembrava un po’ più vicina: ci avevo camminato proprio oggi.

Prima di scendere, mi sono concessa ancora un po’ di tempo per guardare la città. Ho lasciato andare lentamente le mani che tenevo giunte davanti al petto, ma non sono riuscita a mettermi subito in cammino. Una volta tornata giù avrei passeggiato proprio fra quelle luci viste dalla cima; mi sono detta che mi sarebbe piaciuto anche quel percorso. Per un’ultima volta, ho ripercorso con lo sguardo il profilo della città.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Hokkaidō · Hakodate · Inverno

Specialità locali

Donburi di pesce e frutti di mare del mercato mattutino di Hakodate

All’Hakodate Asaichi Hiroba, davanti alla stazione di Hakodate, c’è un’area ristoro dove si possono gustare anche donburi di pesce e frutti di mare. Se dovessi abbinare una passeggiata mattutina alla visita notturna, vorrei assaggiarne uno proprio qui. Dopo aver visto la città dall’alto, mi piacerebbe ritagliarmi del tempo per gustare anche le specialità di Hakodate.

Cosa vedere

Una città stretta fra due mari

Dal Monte Hakodate si vede la città stretta fra lo stretto di Tsugaru e la baia di Hakodate. Nel mezzo si assottiglia, mentre il mare si apre su entrambi i lati. Seguendo le luci con lo sguardo, mi si è riempito il cuore al pensiero che tante persone vivessero proprio in una città dalla forma così particolare.

Il confine tra il mare e le luci

Di notte il confine fra le luci della città e il mare buio è nettissimo. Mi piace percepire non solo le luci della città, ma anche tutta l’ampiezza del mare. Sono rimasta a seguire quella linea con lo sguardo, le mani giunte davanti al petto.

Il panorama da 334 m d’altitudine

Il Monte Hakodate è alto 334 m. Dalla cima si può ammirare la città dall’alto. Quando ho sentito quel numero, non sono riuscita a immaginare un panorama del genere; quando quel panorama mi si è aperto davanti agli occhi, sono rimasta senza parole per un po’.

Come raggiungere la cima

Per raggiungere la cima del Monte Hakodate

Fino alla stazione a valle
10 minuti a piedi dalla fermata del tram Jūjigai
Altitudine del Monte Hakodate
334m

Per raggiungere la cima del Monte Hakodate d’inverno, può prendere la funivia. Dalla fermata del tram Jūjigai, in 10 minuti a piedi si raggiunge la stazione a valle; da lì, la funivia impiega 3 minuti per arrivare alla stazione a monte. Dedicando un po’ di tempo a passeggiare in città e un po’ ad ammirarla dalla cima, potrà godersi Hakodate da vicino e da lontano. Io, dopo essere scesa, continuavo a ripensare alla forma della città vista dall’alto.

La meta è la cima del Monte Hakodate. Può visualizzarla sulla mappa qui sotto. Dopo essermi goduta il panorama dall’alto, non vedevo l’ora di tornare tra quelle luci.

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