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Hiroshima · Fukuyama

Tomonoura Un’occhiata al porto e un altro morso di chikuwa di orata

A fine aprile ho camminato tra le tradizionali case machiya fino al porto con la lanterna di pietra, fermandomi a guardare il panorama e ad assaggiare il chikuwa di orata.

Dopo aver passeggiato per il centro storico in un pomeriggio di primavera, mi sono fermata al porto. Con il chikuwa di orata in mano, mi sono goduta a turno il panorama e ogni boccone.

La protagonista è seduta sul bordo di pietra lungo la riva del porto di Tomonoura; addenta un chikuwa di orata bello spesso, avvolto nella carta, e chiude gli occhi. Sullo sfondo si vedono la lanterna di pietra e le case dall’altra parte del porto.

PrimaveraFine aprile

Ho chiuso gli occhi: il chikuwa di orata era troppo buono

Ho percorso le stradine tra le case machiya e sono sbucata nel porto di Tomonoura. Era un pomeriggio di fine aprile; appena mi sono ritrovata davanti al mare, il mio passo ha rallentato senza che me ne accorgessi. Mi sono fermata accanto alla lanterna di pietra e ho guardato le case sull’altra sponda del porto. Non sapevo che, dopo quella svolta, mi aspettasse un momento così.

Alle spalle delle case si estendono le montagne, mentre davanti a me si apre l’acqua del porto. Mentre guardavo le onde, mi è tornata voglia di percorrere ancora una volta le viuzze del paese che poco prima mi avevano incuriosita. Prima, però, mi sono concessa una sosta. Mi sono seduta sul bordo di pietra in riva al porto e ho aperto l’involucro del chikuwa di orata che tenevo in mano. Dopo, magari, sarei tornata tra le case.

Al primo morso ho esagerato un po’. Ma com’è possibile? Era molto più spesso di quanto pensassi! Più masticavo, più volevo assaporarlo bene, e mi sono ritrovata a chiudere gli occhi. Mi ero fermata per guardare il porto e adesso non pensavo ad altro che al chikuwa. Il panorama l’avrei guardato di nuovo dopo aver finito di mangiare.

Quando ho riaperto gli occhi, ne avevo ancora un bel pezzo in mano. Mi veniva voglia di dargli un altro morso bello grande, ma così sarebbe finito in un attimo. Meglio fare bocconi piccoli e farlo durare, o godermi un altro morso senza pensarci troppo? Forse non mi era mai capitato di fissare un chikuwa con tanta serietà.

Dopo averci pensato un po’, alla fine gli ho dato un altro bel morso. Sì, mi piace proprio quanto è sostanzioso. Stavolta ho masticato piano guardando il porto, godendomi insieme il sapore e il panorama. Se lo racconto alla mia amica con cui faccio giri in auto, magari mi dirà che ci ho messo un’eternità a decidere. È un pomeriggio che voglio ricordare, indecisione compresa.

Ho ripiegato l’involucro dopo aver finito e sono rimasta ancora un po’ a guardare il porto. Ogni volta che pensavo «Com’era buono», mi veniva voglia di un altro morso. Sulla via del ritorno tra le case, mi sono voltata ancora verso la lanterna. La primavera a Tomonoura è diventata per me il ricordo del tempo passato davanti al mare, insieme al sapore del chikuwa di orata.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Hiroshima · Fukuyama · Primavera

Specialità locale

Chikuwa di orata

Il chikuwa di orata è un souvenir molto apprezzato a Tomonoura ed è più spesso del chikuwa classico. L’Associazione per il turismo e i congressi di Fukuyama ne descrive il delicato profumo tostato, dovuto all’abbondante uso di piccoli esemplari di orata. Io l’ho addentato con decisione e poi ho chiuso gli occhi per assaporarlo. Dopo quel morso, ho passato un bel po’ a chiedermi sul serio se il prossimo dovesse essere più piccolo.

Cosa vedere

Il porto dove si attendeva la marea e le case machiya del periodo Edo

Tomonoura prosperò fin dall’antichità come porto dove si attendeva la marea e, nel periodo Edo, vi facevano scalo anche le navi mercantili Kitamaebune. Camminando tra le dimore dei grandi mercanti e le piccole case machiya ancora conservate, si incontrano angoli in cui viene spontaneo fermarsi prima ancora di arrivare al porto. Mi sarebbe sembrato un peccato guardare soltanto il mare e poi ripartire.

La Taichōrō e la storia degli ospiti illustri

La Taichōrō, accanto alla sala principale del tempio Fukuzen-ji, fu costruita intorno al 1690 come sala per gli ospiti e, a quanto pare, servì anche da alloggio per gli ospiti illustri. Dopo aver passato un po’ di tempo al porto e aver letto questa storia, ho pensato: «Anche chi attraversava il mare arrivava fin qui». E mi è venuta voglia di ripercorrere il centro storico.

Come arrivare

Come raggiungere Tomonoura

Distanza dalla stazione di Fukuyama
14 km a sud della stazione di Fukuyama
Come arrivare in autobus
Circa 30 minuti in autobus dalla stazione JR di Fukuyama

Si trova a Tomo, nel distretto omonimo di Fukuyama. Può raggiungere Tomonoura o Tomo-kō con l’autobus per il porto di Tomo, in partenza dalla stazione JR di Fukuyama. A me è venuta voglia di passeggiare con calma anche per le strade che conducono al porto, non solo di fermarmi lì.

La mappa qui sotto mostra dove si trova il centro storico. Per gli autobus dalla stazione di Fukuyama, può consultare le indicazioni sul sito ufficiale del turismo di Hiroshima. Si ritagli del tempo sia per ammirare il porto sia per passeggiare per il paese.

Pagina del luogo