Città di Naruto, prefettura di Tokushima
Ponte Ōnaruto e Uzu-no-Michi Oltre il vetro, il mare è in movimento
All’interno del ponte Ōnaruto c’è una passerella da percorrere a piedi mentre si ammira il mare. Appena sono entrata a Uzu-no-Michi e ho guardato attraverso il pavimento di vetro, il mare sotto di me sembrava muoversi: non riuscivo più a staccare gli occhi. La mia passeggiata estiva sopra il mare è cominciata così.
Il mio racconto estivo segue l’avvicinamento a piedi alla passerella e il momento in cui ho visto i vortici proprio sotto il pavimento di vetro.
EstateUna giornata estiva a guardare il mare
Il mare sotto i piedi mi attirava così tanto che mi sono fermata più volte
Sono partita per un viaggio estivo di una settimana sull’isola di Shikoku. Dal terminal dei traghetti del porto di Tokyo ad Ariake mi sono imbarcata per Tokushima con la mia auto cabriolet rossa; sono sbarcata lì il pomeriggio del giorno successivo. Oggi, il secondo giorno del viaggio, la cosa che aspettavo di più era camminare dentro l’impalcato del ponte Ōnaruto e affacciarmi sui vortici di marea dal pavimento di vetro.
Sulla guida di Uzu-no-Michi c’era scritto che i vortici si ingrandiscono con l’alta o la bassa marea. La sera prima, in albergo, ho consultato una tabella delle maree e sono partita per arrivare all’ora giusta. Ho lasciato l’auto nel parcheggio del Parco di Naruto. Da lì all’ingresso di Uzu-no-Michi ci sono circa 5 minuti a piedi. Ho rimboccato un po’ le maniche della giacca di jeans e mi sono incamminata lungo il sentiero, con il mare sempre più vicino; sopra di me si è stagliato l’enorme impalcato del ponte Ōnaruto.
Pensavo di essere partita solo per ammirare il ponte, ma quel giorno ci ho camminato dentro. Una volta entrata a Uzu-no-Michi, il passaggio si allungava davanti a me e, oltre la parete a griglia, vedevo il mare. La brezza marina passava attraverso le maglie della rete e dal basso saliva il rumore delle onde. A differenza di quando guardavo il ponte dall’auto, qui il paesaggio cambiava al ritmo dei miei passi: una sensazione tutta nuova.
Quando ho visto il pavimento di vetro, ho accorciato spontaneamente il passo. Mi sono avvicinata e ho abbassato lo sguardo: proprio sotto i piedi c’era il mare. La passerella è a 45 m sopra il livello del mare. Ero venuta per ammirare il panorama in lontananza, e invece ciò che mi attirava di più era proprio quello che avevo sotto di me. Ho posato una mano sul petto, sopra l’abito bianco, e con l’altra ho stretto di nuovo la ringhiera.
Mi sono appoggiata alla ringhiera per osservare meglio. Sulla superficie del mare, le strisce di schiuma si avvolgevano in vortici; la forma che fino a un attimo prima sembrava rotonda si disfaceva ogni volta che distoglievo lo sguardo, per ricominciare ad avvolgersi altrove. Mentre cercavo di capire cosa fosse cambiato, mi sono accorta tardi della persona arrivata alle mie spalle e mi sono spostata in fretta verso il bordo del passaggio.
Mi sono fermata a riprendere fiato in un’area di sosta e poi ho proseguito lungo il passaggio. Le aree di sosta sono 4 in tutto. Mentre ero seduta su una panchina, il rumore delle onde che arrivava attraverso la rete mi sembrava più vicino di prima. Ogni volta che mi fermavo, mi ricordavo di essere proprio sopra il mare.
La passerella corre all’interno del ponte, in uno spazio ricavato nell’impalcato. Nella guida di Uzu-no-Michi lo staff racconta che, in origine, quello spazio era stato progettato per il passaggio dello Shinkansen. Ora, dove avrebbero dovuto passare i treni, ci sono io che cammino e guardo il mare. Vedendo il percorso allungarsi davanti a me, ho sentito tutta la grandezza del ponte.
La sala panoramica in fondo permette di guardare il mare tutt’intorno. Da un lato c’è il Mare interno di Seto, dall’altro l’Oceano Pacifico. Camminando lungo le finestre, vedevo differenze persino nel modo in cui si formavano le onde sui due lati dello stesso stretto. Poco prima guardavo solo in basso; qui invece ho tenuto la testa alta e ho fatto lentamente un giro completo, per rendermi conto di quanto fosse vasto il mare.
Al ritorno mi sono avvicinata ancora una volta al pavimento di vetro. Era lo stesso punto, ma il disegno del mare era già cambiato. Una volta uscita, sono passata anche da Edi, a circa 3 minuti a piedi da Uzu-no-Michi. È un museo interattivo dedicato ai vortici e al ponte; dopo aver visto le mostre e ripensato ai vortici sotto il pavimento, mi è sembrato di vedere in modo un po’ diverso quelle forme che si disfacevano e tornavano ad avvolgersi.
Tornata all’auto, ho cercato un posto dove cenare. Ho trovato Ajidokoro Arashi, dove si può mangiare un menu fisso a base di pesce pescato nei mari intorno a Naruto e nel Mare interno di Seto. Volevo assaggiare un pesce di quel mare, ripensando alle strisce di schiuma che avevo visto dall’alto. Dopo aver salvato la posizione del locale sulla mappa, ho messo in moto.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Specialità locale
Orata di Naruto
L’orata di Naruto è un dono del mare locale e cresce tra le forti correnti dello Stretto di Naruto. L’ho scoperto dopo aver ammirato i vortici: mi è venuta voglia di assaggiare un pesce di quel mare. In viaggio mi incuriosisce sempre provare qualcosa del luogo che ho appena visitato.
Cosa vedere
Camminare dentro il ponte e ammirare il mare
Uzu-no-Michi è una passerella sul mare lunga 450 m, all’interno dell’impalcato del ponte Ōnaruto. Io, che fino a quel momento lo avevo ammirato solo da lontano, mi sono ritrovata a camminarci dentro: è stato un modo tutto nuovo di viverlo.
Guardare il mare proprio sotto i piedi
Dal pavimento di vetro della passerella, a 45 m sopra la superficie del mare, si possono vedere i vortici proprio sotto di sé. Mi sono persa a seguire il movimento dell’acqua, tanto da dimenticare quasi di alzare lo sguardo.
Uno spazio predisposto per lo Shinkansen
A quanto si racconta, lo spazio in cui si trova Uzu-no-Michi era stato predisposto in origine per far passare lo Shinkansen. Sapere da dove nasce questo percorso mi ha fatto apprezzare non solo il panorama, ma anche il fatto stesso di camminare dentro il ponte.
Come arrivare a Uzu-no-Michi
Uzu-no-Michi
- Lunghezza della passerella
- 450m
- Altezza sul livello del mare
- 45m
Per arrivare in auto, dall’uscita Naruto-Kita dell’autostrada Kobe-Awaji-Naruto il tragitto richiede circa 5 minuti. Può impostare sul navigatore il Museo Edi, dedicato alla costruzione del ponte Ōnaruto. Non vedevo l’ora di camminare dentro il ponte e, appena arrivata al parcheggio, ho accelerato il passo.
La destinazione da inserire sulla mappa è il Museo Edi, dedicato alla costruzione del ponte Ōnaruto. Può includere nel viaggio una passeggiata sotto il ponte, con il mare da ammirare lungo il percorso.
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Mappe e fonti
Fonti ufficiali consultate
- Uzu-no-Michi (guida della struttura) (si apre in una nuova scheda)
- Associazione turistica dei vortici di Naruto (ponte Ōnaruto e vortici di marea) (si apre in una nuova scheda)
- Uzu-no-Michi (curiosità raccontate dallo staff) (si apre in una nuova scheda)
- Associazione turistica dei vortici di Naruto (gastronomia) (si apre in una nuova scheda)
- Uzu-no-Michi (come arrivare) (si apre in una nuova scheda)