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Zona della vetta di Nihondaira, città e prefettura di Shizuoka

Nihondaira Una pausa in vetta, con la tazza termica stretta tra le mani

Il giorno in cui ho visto il Fuji oltre i rami dei ciliegi, sono rimasta incantata a guardarlo con lo smartphone ancora in mano. Quando cambiano le stagioni, mi ritrovo a passeggiare lungo la galleria panoramica o a scegliere le foto. Già prima di partire, non vedo l’ora di godermi la vetta.

Dai ciliegi in fiore in primavera alle passeggiate estive, dalle foto d’autunno al tè d’inverno: scelga la stagione che la incuriosisce e scopra cosa l’aspetta in vetta.

Nel parcheggio di Nihondaira d’inverno, la protagonista indossa un piumino bianco, un abito in maglia color lavanda, calze bianche e scarpe da ginnastica. Tiene una tazza termica tra le mani e chiude gli occhi. Accanto a lei c’è una cabriolet rossa; sullo sfondo, un edificio basso, alberi spogli e il Fuji innevato in lontananza.

InvernoUna mattina limpida d’inverno

Dalla galleria, ho cercato il porto di Shimizu e le Alpi meridionali

In una mattina limpida d’inverno sono partita da Ariake per una gita in giornata a Nihondaira, con l’idea di vedere il Fuji innevato. Ho raggiunto la vetta con il tetto aperto. L’aria fredda mi sfiorava le orecchie, ma il sole mi scaldava le spalle, così non faceva freddo quanto pensavo. Quando sono entrata nel parcheggio in vetta e ho spento il motore, all’improvviso è calato il silenzio: è rimasto solo il rumore del vento.

Sono rimasta accanto all’auto, ancora con il piumino addosso, stringendo la tazza termica tra le mani. Sotto il piumino bianco avevo un abito in maglia color lavanda. Ho bevuto un sorso del sencha di Nihondaira che avevo preparato a casa, poi ho rimesso il coperchio e l’ho posata sul sedile del conducente. Oltre l’edificio basso si intravedeva la vetta innevata.

Mentre camminavo verso la galleria panoramica dello Yume Terrace, ho notato le ombre dei rami spogli allungarsi sull’asfalto. Senza foglie, anche le punte più sottili si disegnavano a terra: mi sono accovacciata per seguirne il profilo con gli occhi. Ho provato ad avanzare un passo alla volta senza calpestare le ombre, ma c’erano troppi rami e alla fine ho rinunciato. D’estate, immagino, qui il terreno sarebbe pieno di ombre proiettate dalle foglie; d’inverno, invece, si distinguono bene le forme dei rami.

Una volta sulla galleria, il vento era più freddo che nel parcheggio e ho stretto il colletto del piumino. In compenso, l’aria era limpida e mi è sembrato che il profilo del Fuji si vedesse ancora meglio di poco prima.

A quanto pare, da Nihondaira si vedono anche il porto di Shimizu e le Alpi meridionali. Avanzando piano lungo la galleria, ho cercato il porto e l’ho scorto più in basso. Il sole che si rifletteva sul mare mi abbagliava; socchiudendo gli occhi, ho continuato a guardare verso il porto. Ho confrontato la forma del porto con quella mostrata dall’app di mappe, cercando di capire dove fossero le banchine.

In una direzione diversa da quella del Fuji, le Alpi meridionali proseguivano lontano, una cima dopo l’altra. A differenza del Fuji, che svetta da solo, qui le cime si susseguivano e non riuscivo a seguirle con lo sguardo fino alla fine. Ero venuta per vedere solo il Fuji, ma ogni volta che ne scoprivo una mi veniva da indicarne un’altra, poi un’altra ancora. Ogni vetta doveva avere un nome, ma non sapevo quale fosse quale. Mi sono detta che avrei controllato sulla mappa una volta tornata a casa e ho memorizzato la posizione della cima che mi era sembrata più alta, orientandomi rispetto al Fuji.

Volevo includere il Fuji e le Alpi meridionali nella stessa foto, così ho provato a scattare una foto panoramica muovendo lo smartphone in orizzontale. Quando ho guardato lo schermo, al punto di giunzione il Fuji si era allungato un po’ di lato: mi è scappato da ridere. Ho esitato, chiedendomi se rifarla, ma sembrava che in quella foto fosse rimasto anche il movimento frettoloso della mia mano; così l’ho conservata.

Quando sono tornata all’auto, il sole era più alto e le ombre dei rami, che poco prima si allungavano tanto, si erano accorciate parecchio. Anche l’ombra dell’albero nel parcheggio si era accorciata fino a raccogliersi attorno alla base. Mi ha colpita poter capire quanto tempo fosse passato sulla galleria semplicemente dalla lunghezza delle ombre.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Una foto del viaggio4 imm.

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  • Zona della vetta di Nihondaira, città e prefettura di Shizuoka · Estate

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Cosa gustare durante il viaggio

Nihondaira sencha

È un tè di Shizuoka che si può gustare anche nella sala da tè dello Yume Terrace. In inverno vorrei assaporare piano il profumo del sencha caldo, mentre guardo il panorama.

Cosa vedere qui

Una tazza di tè, poi lo sguardo sul Fuji

Dopo aver assaporato un sencha caldo, basta alzare lo sguardo verso la cima innevata. Vorrei tornare a Nihondaira in inverno anche solo per una pausa così.

Il vasto panorama dallo Yume Terrace

Dal piano panoramico si possono ammirare il Fuji, la baia di Suruga, la città di Shizuoka e molto altro. Io ho cambiato più volte punto d’osservazione per confrontare il Fuji con le montagne sovrapposte davanti.

Una passeggiata in vetta

Dintorni della vetta di Nihondaira

Dallo Yume Terrace alla funivia
3 minuti a piedi
Altitudine dell’area collinare
circa 300 m

Tempo di percorrenza a piedi dallo Yume Terrace alla funivia di Nihondaira. Dopo aver ammirato il panorama, può fare una passeggiata nei dintorni della vetta.

Dopo aver parcheggiato a Nihondaira, si può esplorare la zona della vetta. Mi piacerebbe passeggiare tra lo Yume Terrace e la funivia, scegliendo sul posto quale panorama vedere dopo.

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