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Tosashimizu, prefettura di Kōchi

Capo Ashizuri Con una mano sulla sciarpa, non riuscivo a staccare gli occhi dal faro e dalle onde

Era inverno, a Capo Ashizuri, e dal promontorio Tengu-no-Hana guardavo il faro bianco. Pensavo di scattare una foto, ma il faro e il mare mi attiravano così tanto che, con il telefono ancora abbassato, non riuscivo a decidermi ad andare via.

In questo viaggio mi è venuta voglia di fermarmi ancora un po’ a guardare il mare d’inverno e il faro. Ho aspettato l’onda successiva tenendomi stretta la sciarpa.

La protagonista, vista a mezzo busto d’inverno a Capo Ashizuri, guarda il faro e il mare da Tengu-no-Hana. Indossa un cappotto bianco e con una mano tiene stretta una sciarpa color lavanda; con l’altra abbassa uno smartphone nero. Sul promontorio in fondo a destra si vede un piccolo faro bianco; al centro ci sono il mare e gli scogli affioranti, e a destra una parete rocciosa.

InvernoFebbraio · giorno

Ero venuta per vedere il faro, ma ho aspettato l’onda successiva

In pieno giorno, d’inverno, ho camminato fino a Tengu-no-Hana, a Capo Ashizuri. Da qui si può ammirare il faro di Capo Ashizuri. Quando l’ho scorto oltre gli alberi che coprono il promontorio, mi sono sentita sollevata: ero arrivata. Eppure, lì accanto si apriva il mare, e anche quello ha subito catturato la mia attenzione. Ero venuta per vedere il faro, ma adesso volevo guardare anche il mare.

Mi sono tenuta la sciarpa sul petto con una mano e ho abbassato lo smartphone che tenevo nell’altra. Ogni volta che arrivava una raffica dal mare, i capelli mi sfioravano le guance. Mentre guardavo, mi stringevo un po’ nelle spalle: a ogni onda che colpiva gli scogli, gli spruzzi bianchi si allargavano e poi sparivano. Anche restando nello stesso punto, il mare non stava fermo un attimo.

Pensavo di guardare il mare tenendo il faro come punto di riferimento, e invece lo sguardo finiva sempre sulle onde. Mentre guardavo arrivare una grossa onda laggiù, un’altra raggiungeva già un altro scoglio. Quale sarebbe stata la prossima? Ero convinta di limitarmi a guardare, ma a un certo punto mi sembrava quasi di avere un appuntamento con le onde.

Ho riportato lo sguardo sul faro e mi è scappato un sorriso. Ero venuta con l’idea di fare una foto, e invece continuavo a seguire le onde. Ma con il faro e il mare nello stesso panorama, era naturale che mi attirassero entrambi. Tenendo ancora la sciarpa, mi sono detta: ancora un po’.

Ho ripreso in mano il telefono, ma non l’ho alzato subito. Volevo una foto da portare con me, ma volevo ricordare anche il vento sulla guancia e il tempo passato ad aspettare l’onda successiva, così com’erano lì, in quel momento. Anche dopo aver pensato che fosse ora di andare, mi sono voltata a guardare il faro ancora una volta.

Alla fine mi sono stretta meglio la sciarpa e ho lasciato il promontorio. Una volta tornata, avrei raccontato alla mia amica con cui faccio giri in auto del faro e di come, a furia di seguire le onde, non riuscissi a decidermi ad andare via. Non avrei mai pensato che, dopo tanta strada, mi sarebbe piaciuto così tanto fermarmi semplicemente a guardare. Mi è venuta voglia di tornare a vedere il mare d’inverno con i miei occhi.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Tosashimizu, prefettura di Kōchi · Inverno

Specialità locali

Sōdabushi di Tosashimizu

Il sōdabushi si prepara con il sōdagatsuo, chiamato mejika, pescato a Tosashimizu. Ha un gusto e un profumo intensi; il suo brodo, ricco e corposo, si usa anche per udon e soba. Tornando dopo aver guardato il mare d’inverno, mi è venuta voglia di assaggiare i sapori del posto in un piatto caldo.

Cosa vedere

Il faro visto da Tengu-no-Hana

Il Comune di Tosashimizu indica Tengu-no-Hana come un punto da cui ammirare il faro di Capo Ashizuri. Se desidera ammirare insieme il mare e il faro, potrà godersi anche questo panorama. Quando scorgo il faro bianco in lontananza, mi si riempie il cuore: è allora che sento davvero di essere arrivata lontano.

Il faro bianco, acceso nel 1914

Il faro di Capo Ashizuri è alto 18 m e fu acceso nel 1914. È indicato come simbolo di Capo Ashizuri, all’estremità meridionale di Shikoku. Lo usavo come punto di riferimento mentre guardavo il mare, ma finivo sempre per seguire con gli occhi la prossima onda. Non riuscivo a staccare lo sguardo.

Una visita tra le camelie di febbraio

La fioritura delle camelie a Capo Ashizuri è segnalata come attrattiva stagionale tra metà e fine febbraio. Dopo aver ammirato il mare e il faro d’inverno, mi è venuta voglia di tornare per passeggiare anche tra i fiori. Chissà dove mi fermerò a riposarmi: sulla via del ritorno pensavo già al prossimo viaggio.

Come arrivare e godersi il percorso

Da Capo Ashizuri a Tengu-no-Hana

In auto dal municipio di Tosashimizu
circa 20 min
Distanza dal municipio
15km

Secondo le indicazioni del Comune di Tosashimizu per Tengu-no-Hana, dal municipio si arriva in auto in circa 20 min e la distanza è di 15 km. Se viaggia in autobus, la fermata di arrivo è «Ashizuri-misaki», servita dalla Kōchi Seinan Kōtsū. Da Capo Ashizuri è possibile raggiungere Tengu-no-Hana a piedi seguendo il percorso alternativo indicato. Vale la pena concedersi tutto il tempo per ammirare il faro.

Tengu-no-Hana si trova a Capo Ashizuri, nella città di Tosashimizu, prefettura di Kōchi. Apra Tengu-no-Hana sulla mappa qui sotto e immagini un viaggio per ammirare il faro e il mare. Io non riesco ancora a dimenticare il tempo passato a seguire le onde sul promontorio.

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