Daigo, Ibaraki
Cascate di Fukuroda A testa in su davanti alla cascata ghiacciata
Mi sono fermata a guardare la cascata a quattro salti avvolta dal ghiaccio prima ancora di scattare una foto: è da lì che comincia il racconto del mio viaggio d’inverno.
Un viaggio d’inverno con lo sguardo rivolto alla cascata coperta di ghiaccio. Anche solo seguendola dall’alto verso il basso con gli occhi, ne ho sentito tutta la grandezza.
InvernoInverno, con la cascata ghiacciata
A bocca aperta davanti alla cascata di ghiaccio
Quando sono uscita sul belvedere, la cascata era così immensa che mi è mancato il fiato. Ero venuta a vederla d’inverno, ma non immaginavo che il ghiaccio si estendesse così tanto. Sono rimasta lì per un po’, incapace di distogliere lo sguardo.
Seguendo con gli occhi la cascata dall’alto, ho visto le striature di ghiaccio scendere da un salto all’altro. Di solito qui scorre l’acqua. A guardare bene, anche quello che da lontano sembrava un blocco unico si rivelava un intreccio di fili sottili. Mi è venuta voglia di ricominciare a seguirla con lo sguardo dall’alto.
A un certo punto mi sono accorta di essere rimasta a bocca aperta. Se qualcuno avesse fotografato la mia faccia stupita, forse sarebbe stata quella l’immagine capace di raccontare meglio quanto fosse grande la cascata. Immaginando di raccontare una cosa del genere alla mia amica con cui faccio giri in auto, ho pensato che avrebbe guardato prima me che la cascata, e mi è scappato da ridere.
Ho tirato fuori il telefono e ho provato a inquadrare tutta la cascata. Sullo schermo non capivo bene come rendere la grandezza che avevo davanti poco prima. Dopo aver controllato la foto, ho alzato gli occhi: guardarla lì, davanti a me, mi emozionava molto di più.
Stavolta non ho scattato foto e mi sono goduta la vista dal belvedere. Il ghiaccio in alto, i gradoni della parete rocciosa, le striature che scendevano verso il basso: era sempre la stessa cascata, ma a ogni cambio di prospettiva notavo una forma che prima mi era sfuggita. Con la testa all’indietro, non riuscivo proprio ad andarmene.
Prima di andare via mi sono voltata un’ultima volta. Quando mostrerò le foto alla mia amica, le racconterò anche di quando qui sono rimasta a bocca aperta. Potrà pure ridere. Non credo che una sola foto riesca a restituire tutta la meraviglia di quel momento.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Specialità locale
Piatti a base di shamo di Oku-Kuji
Nel comune di Daigo si possono gustare soba, oyakodon e curry preparati con lo shamo di Oku-Kuji. Mentre ammiravo la cascata avevo occhi solo per il panorama; al pensiero di mangiare qualcosa al ritorno, però, mi è venuta voglia di oyakodon.
Cosa vedere
Una cascata a quattro salti, alta 120 m e larga 73 m
Le cascate di Fukuroda sono alte 120 m e larghe 73 m: l’acqua scende in quattro salti lungo un’enorme parete rocciosa. Dal belvedere mi sono sembrate molto più imponenti di quanto riuscissi a immaginare leggendo le misure: mi è mancato il fiato.
La cascata ghiacciata d’inverno, da vicino
Nei periodi di freddo più intenso, la cascata si ghiaccia e diventa una parete di ghiaccio. Quella che ho visto era attraversata da rivoli gelati; mi sono fermata a cercare con calma le forme lasciate dall’acqua.
Il nome Yodo-no-taki
Poiché l’acqua scende in quattro salti, la cascata è chiamata anche Yodo-no-taki. Si racconta che l’appellativo sia legato a un elogio di Saigyō: visitandola in tutte e quattro le stagioni si può apprezzare davvero il suo fascino. Dopo averla ammirata ghiacciata, mi è venuta voglia di tornare a vederla con l’acqua che scorre.
Dati del percorso
Dallo svincolo di Naka alle cascate di Fukuroda
- In auto dallo svincolo di Naka
- Circa 60 minuti
- Tratto a piedi fino alla cascata
- Circa 1 km dal parcheggio n. 1
Dallo svincolo di Naka, sull’autostrada Jōban, si raggiunge la cascata di Fukuroda. Anche il tratto a piedi dopo aver parcheggiato mi è sembrato parte del piacere di avvicinarmi alla cascata.
Dal parcheggio comunale gratuito n. 1, le cascate distano circa 1 km; dal parcheggio n. 2, circa 1,5 km. Una volta arrivata al belvedere, avrei voluto prendermi tutto il tempo per ammirare la cascata.
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