Nishiizu-chō, prefettura di Shizuoka
Verso la grotta Tensōdō di Dōgashima In fondo a una cavità nel bosco, l’acqua del mare si muoveva
Avevo lo smartphone tra le mani e lo puntavo verso l’acqua in fondo alla cavità. Camminavo lungo un sentiero circondato dagli alberi, eppure lì sotto si vedeva il mare: era così strano che, prima ancora di scattare, sono rimasta a guardarlo per un po’.
Può leggere il racconto della mia visita in agosto, quando ho ammirato il lucernario dal sentiero, e scoprire la storia di Dōgashima.
EstateUn pomeriggio d’agosto
In fondo a una cavità nel bosco, l’acqua del mare si muoveva
In fondo alla cavità, l’acqua si muoveva. Era agosto e, dal sentiero di Dōgashima, guardavo dall’alto la grotta Tensōdō. Intorno c’erano alberi ed erba, ma là sotto si vedeva il mare. Non riuscivo a conciliare quel paesaggio con l’idea di aver appena camminato proprio lì sopra.
Ho sistemato le maniche della felpa color lavanda e ho preso lo smartphone con entrambe le mani. Mi trovavo sul tratto pavimentato, dal lato interno del parapetto, e ho puntato il telefono verso l’acqua. Prima di scattare ho alzato lo sguardo: sul bordo della cavità si vedevano gli strati di roccia, e mi sono fermata a osservarne le linee.
Mi hanno raccontato che il mare ha scavato la grotta nel tufo bianco. Il soffitto si è aperto in un varco rotondo e la luce arriva fino all’acqua. So che esistono lucernari negli edifici, ma non pensavo che una grotta naturale potesse avere un’apertura così grande: è davvero curioso.
In certi punti la luce raggiungeva la superficie dell’acqua, in altri c’era ombra. Con lo smartphone avrei voluto inquadrare tutto, ma l’ho abbassato un po’ e ho seguito con gli occhi il movimento dell’acqua. In una foto il paesaggio si ferma; davanti a me, invece, continuava a muoversi.
Si può entrare nella grotta con un battello turistico, oppure ammirarla dall’alto, da terra, come ho fatto io. Sapere che nel 1935 è stata dichiarata monumento naturale e che qui vennero anche Tekkan Yosano e Akiko Yosano mi fa chiedermi quante persone, nel tempo, abbiano contemplato questa luce.
Dopo aver riguardato le foto, ho continuato a camminare ancora un po’ sul sentiero. Se mi verrà fame, mi piacerebbe assaggiare anche l’udon allo shiokatsuo di Nishiizu. Se dopo aver ammirato la luce sull’acqua potessi gustare anche una specialità della costa, credo che ricorderei più a lungo questa giornata a Dōgashima.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Immagini di questo luogo1 imm.
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Nishiizu-chō, prefettura di Shizuoka · Estate
Specialità locale
Udon allo shiokatsuo di Nishiizu
Questa specialità locale è preparata con lo shiokatsuo, il bonito conservato sotto sale tipico di Nishiizu: l’udon caldo viene servito con pezzi di bonito grigliato, alghe nori e altri ingredienti. Dopo aver ammirato la grotta, mi è venuta voglia di assaggiare anch’io questa specialità della costa.
Cosa vedere
Il tufo bianco scavato dal mare
All’interno della grotta marina ci sono gallerie intricate, e il varco nel soffitto è il lucernario. Pensare che la cavità prosegua fino al mare sotto i miei piedi mi ha fatto osservare con ancora più curiosità la forma delle rocce.
La luce del lucernario, cantata in versi
All’inizio della primavera del 1935, i poeti Tekkan Yosano e Akiko Yosano visitarono questo luogo e gli dedicarono un tanka. Mentre scattavo le foto, ho immaginato la luce che avevano visto loro.
Dati della strada
Sentiero di Dōgashima
Si percorre il sentiero di Dōgashima per ammirare la grotta dall’alto, dalla terraferma.
Per ammirare il lucernario dall’alto, è bello anche scendere dall’auto e fare due passi. Dopo aver scattato le foto, mi è venuta voglia di fermarmi ancora a guardare il movimento dell’acqua.
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