Asahi, prefettura di Chiba
Prima il melone tra le mani, poi il mare Un pomeriggio di fine giugno a Capo Gyōbu, tra il faro e il belvedere
A fine giugno, nella stagione dei meloni di Asahi, raggiunga Capo Gyōbu e ammiri la lunga costa di Kujūkuri-hama dal belvedere accanto al faro.
Legga il racconto di inizio estate: sono andata a vedere il mare con un melone tra le mani.
EstateUn pomeriggio di sole a fine giugno
Ripongo il souvenir in auto e vado a godermi il panorama dal capo
È un pomeriggio di fine giugno e sono arrivata a Capo Gyōbu. Indosso un top a quadretti azzurri con scollo all’americana e pantaloncini bianchi; ho gli occhiali da sole sulla testa. Parcheggio l’auto in uno stallo e scendo: vedo le scale del belvedere e, accanto, il faro bianco. Prima di mettermi in cammino verso il mare, stringo tra le mani il melone di Asahi che ho portato con me.
Un melone intero non è certo uno spuntino da portarsi in giro con una mano sola, così, senza pensarci. Ne sentivo il peso sul palmo e lo sorreggevo piano con entrambe le mani. La trama a rete della buccia mi faceva già pregustare il momento di tagliarlo al ritorno. Non ne avevo ancora assaggiato nemmeno un boccone, eppure mi chiedevo che sapore avrebbe: mi è scappato da ridere.
Rimetto il melone in auto e mi incammino verso il belvedere. Avvicinandomi alle scale che vedevo dal parcheggio, mi si apre davanti il cielo. Il faro è distinto dal belvedere: sullo stesso promontorio posso osservare le forme dei due edifici. Continuo a guardarli mentre mi avvio verso il punto da cui il mare si apre alla vista.
Dal belvedere, la costa di Kujūkuri-hama si distende in una lunga curva. Qui vicino c’è il porto di pesca di Iioka, e poco più in là la costa prosegue. È lo stesso mare, ma dall’alto si legge bene il profilo della terra. Pensavo di guardare soltanto in lontananza, ma continuavo a seguire con gli occhi la curva della riva.
Quando torno all’auto, non vedo l’ora di assaggiare il melone. Il mare me lo sono goduto appieno poco fa, e il melone è ancora intero. Una volta a casa, quando lo taglierò, mi torneranno in mente anche la scalinata e il faro di oggi. In un solo pomeriggio si sono intrecciati il panorama che volevo vedere e il piacere di assaggiare il melone al mio ritorno.
I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.
Da assaggiare in viaggio
Melone Takami di Asahi
Il melone Takami è una specialità di Asahi e viene spedito da inizio giugno a fine luglio. Il Comune lo presenta come un frutto dalla polpa ricca e profumata. Me ne porto a casa uno intero come souvenir e non vedo l’ora di tagliarlo, una volta tornata.
Cosa vedere
Un faro e un belvedere fianco a fianco
Il faro di Iioka e il belvedere di Capo Gyōbu, a Iioka, sono uno accanto all’altro. Mi piace guardarne le forme da fuori e poi ammirare il mare dalla terrazza panoramica. Anche la passeggiata per raggiungerli fa parte del bello del capo.
Un melone da gustare anche dopo il ritorno
Il Comune di Asahi presenta il melone Takami come un frutto dalla polpa ricca e profumata. Se lo porto a casa intero, potrò gustarlo dopo il viaggio. Prima ancora di tagliarlo, immaginavo già il momento di assaggiarlo tutti insieme.
Come arrivare al capo
Per il belvedere di Capo Gyōbu, a Iioka
- Tempo in auto
- Circa 35 minuti (dallo svincolo di Sōsa)
- Tempo a piedi dalla fermata dell’autobus
- Circa 10 minuti a piedi (dalla fermata dell’autobus all’ingresso del faro di Iioka)
Si arriva in auto passando per la strada Chiba-Tōgane e la strada di collegamento per Chōshi, oppure a piedi dalla fermata dell’autobus. Io ho parcheggiato e poi ho raggiunto il faro e il belvedere a piedi.
Sono indicati i tempi di percorrenza ufficiali, a titolo orientativo. Dopo aver visitato il belvedere e il faro, può completare la gita assaggiando le specialità di Asahi e scegliendo un souvenir.
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