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Hagi, prefettura di Yamaguchi

Alla scoperta di Susa Hornfels Ammirare le striature della scogliera, poi assaggiare il calamaro vivo di Susa

A Susa Hornfels, a Hagi nella prefettura di Yamaguchi, si può ammirare da vicino una parete di roccia stratificata alta circa 12 m. Una mattina d’estate si scende lungo il sentiero fino al mare; dopo aver alzato gli occhi verso la parete, si può assaggiare il calamaro Susa-no-Mikoto servito vivo in uno dei locali certificati.

Il racconto di una mattina d’estate trascorsa in riva al mare, davanti alla parete imponente e con il rumore delle onde nelle orecchie. E poi, a tavola, il piacere di assaggiare le specialità di Susa.

Sulla spiaggia di Susa Hornfels in estate, la protagonista tiene una mano tra i capelli e guarda la parete rocciosa striata che si innalza alla sua destra. Indossa un top bianco, una gonna color kaki e stivali neri; a sinistra si allargano il mare e la linea dell’orizzonte.

Estatemattina d’estate

Con una mano tra i capelli, ho seguito le striature della roccia

Era una mattina d’estate e sono scesa lungo il sentiero di Susa Hornfels fino alla riva. Il vento dal mare mi arrivava in pieno mentre camminavo con un top bianco corto e una gonna color kaki. Mi sono portata una mano ai capelli e ho alzato lo sguardo: davanti a me si allungava una parete rocciosa dalle striature regolari. Non immaginavo di poterla vedere così da vicino; la sua grandezza mi ha fatto esclamare senza pensarci.

Da lontano le linee della roccia sembravano regolari; da vicino cambiavano sia lo spessore sia la forma della superficie. Ho seguito con gli occhi la parete dal basso verso l’alto: qua e là le striature si piegavano e si aprivano fessure profonde. Ero venuta per ritrovare quelle bande viste in foto, ma dal vivo saltavano fuori dettagli minuscoli che nelle immagini mi erano sfuggiti. Sono rimasta ferma, a percorrerli lentamente solo con lo sguardo.

Ho scoperto che questi strati rocciosi sono ciò che resta della sabbia e del fango accumulati sul fondo del mare. Ora, proprio accanto a me, le onde si infrangono; eppure dentro la roccia è rimasto qualcosa di un mare antico. Alzando gli occhi, quelle linee che fino a un attimo prima mi sembravano solo un disegno hanno cominciato a incuriosirmi. Sapere che gli strati, sottili o spessi, sono rimasti qui per tutto questo tempo mi ha fatto venire voglia di guardarli ancora meglio.

Il vento si è alzato e i capelli che tenevo fermi mi sono ricaduti sulla guancia. Mentre li spostavo con la mano, il rumore delle onde si è fatto più forte: davanti a me il mare si infrangeva contro la roccia e poi si ritirava. Fino a quel momento avevo guardato quasi solo la parete, ma anche il mare non smetteva un attimo di muoversi. Ho alternato lo sguardo tra l’orizzonte lontano e le striature vicinissime, e la gioia di poter ammirare entrambe le cose mi ha riempito il cuore.

A pranzo ho assaggiato il calamaro vivo di Susa. Ho sollevato un pezzetto con le bacchette e l’ho messo in bocca: più masticavo, più ne sentivo la dolcezza. Fino a poco prima ero così presa dalla parete che mi ero completamente dimenticata della fame; al primo boccone, però, mi sono concentrata solo sul mangiare. Dopo aver ammirato il mare, persino il tempo passato a mangiare mi è sembrato il seguito del viaggio.

Anche dopo aver mangiato, non riuscivo a togliermi dalla testa quella parete a strisce. Mi tornavano in mente lo spessore degli strati visti da vicino e il rumore delle onde che si infrangevano. La prossima volta vorrei tornare anche quando la luce del sole del tardo pomeriggio colpisce la roccia. Mi chiedo che aspetto avrà allora, ma per oggi mi porto a casa il ricordo di quel panorama e del vento estivo che mi arrivava addosso mentre lo ammiravo.

I racconti sono opere di fantasia ispirate a questo luogo. Per informazioni precise, può consultare i siti ufficiali del turismo e di informazione.

Immagini di questo luogo1 imm.

  • Hagi, prefettura di Yamaguchi · Estate

Specialità locale

Calamaro Susa-no-Mikoto

L’associazione Susa Omotenashi Kyōkai segnala il ristorante «Kōfuku no Chisōya Umenoha», un locale certificato per il calamaro Susa-no-Mikoto, servito vivo. Anch’io l’ho assaggiato dopo aver ammirato la parete sulla spiaggia. A ogni boccone ne sentivo la dolcezza; non volevo dimenticare neppure quel sapore, oltre al panorama.

Cosa vedere

Le striature lasciate da sabbia e fango

Alla base di queste striature ci sono le rocce del Gruppo di Susa, formate da strati alternati di sabbia e fango depositatisi sul fondale marino. Nella zona si trovano anche rocce che hanno subito gli effetti del calore del magma circa 15 milioni di anni fa. Mentre confrontavo lo spessore delle bande, sapere che erano il frutto di sedimenti accumulati in un mare antico mi ha fatto tornare in mente persino gli strati sottili che avevo visto poco prima.

Onde e parete rocciosa, dalla stessa riva

Susa Hornfels si trova lungo la costa del Parco quasi nazionale di Kita-Nagato. Da qui si possono ammirare insieme la parete rocciosa e il Mar del Giappone, che si stende proprio accanto. Anch’io sono rimasta lì con una mano tra i capelli; ogni volta che spostavo lo sguardo dalla parete al mare, mi incantava il contrasto tra l’imponenza della roccia a due passi e il mare aperto fino all’orizzonte.

Dati del percorso

Sentiero di Susa Hornfels

È il sentiero che scende fino ai piedi della parete rocciosa sulla costa. L’ho guardata dal basso, seguendo con gli occhi lo spessore degli strati. Quel momento, con il suono del mare accanto, è stato il più bello della giornata.

Dopo il viaggio in auto, il tratto finale è il sentiero che scende alla costa. Da lì, guardando dal basso, la parete a strisce che poco prima sembrava lontana è subito davanti a me. La sua imponenza mi ha fatto fermare per un po’.

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